FOREX: COME FARE TRADING OGGI, NEL GIORNO DELLA FED

16 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Buone nuove giungono dal Pacific Rim: il commento della RBA ha lasciato un sorriso sul volto dei trader in quanto il tono del governatore Stevens ha suggerito che i prossimi rialzi dei tassi arriveranno con calma in Australia, ma che le condizioni continuano a migliorare.

L’attività economica, sotto attento scrutinio, è stata giudicata in sostanziale ripresa mentre il mercato del lavoro continua a migliorare. Ma, guarda a caso, anche nel lontano Oceano Pacifico vengono spese parole verso l’Europa: “le difficoltà delle varie politiche fiscali, se non adeguatamente affrontate, potrebbero portare ancora turbolenza e debolezza nei mercati globali, che arriverebbe tramite il contagio anche all’Australia”.

In tutto questo, comunque, il tono per l’Australia rimane positivo e nelle prossime riunioni vedremo una normalizzazione dei tassi, per arrivare attorno ad un 4,5% (che è notevole, considerando che per ora di inflazione non si vede nemmeno l’ombra).

Inizialmente il mercato FX sembrava deluso dall’assenza di rialzi, per poi rompere a rialzo e dare ragione anche questa volta al nostro SSI (che ha mostrato un incremento notevole delle posizioni short, indice di una possibile risalita).

Invece il grande evento di oggi sarà la decisione sui tassi da parte della Fed: quale sarà il tono di questa riunione? Noi siamo realisticamente positivi: positivi con cauzione.

In Marzo, c’è possibilità di vedere un mercato del lavoro in ripresa rispetto ai mesi scorsi (in cui, lo ricordiamo, una coltre bianca più fitta del solito ha rallentato gli USA).

Ovviamente una ripresa nell’occupazione è un ingrediente chiave dei consumi; ma il buon Bernanke dovrà sbilanciarsi ed essere più sorridente del solito per recuperare la fiducia dei consumatori (che il Michigan mostra leggermente in flessione).

Per quanto si voglia speculare sulle problematiche americane, la Fed è sicuramente più vicina al ciclo di rialzo dei tassi rispetto all’Europa quindi nel breve termine possiamo anche aspettarci debolezza del greenback, ma nel medio termine stare lunghi di Euro potrebbe rivelarsi una strategia errata.

Una lezione che abbiamo imparato a nostre spese è “non combattere contro una banca centrale”: vogliamo ricordare le batoste prese dalla SNB quando ha deciso di non difendere più certi livelli chiave?

Per fare trading sulla Fed stasera, può aiutare sapere che dal 2008, tendenzialmente la direzione presa dall’EurUsd nella mattinata nostra (quindi apertura di Londra) è stata quella che ha proseguito per il resto della giornata, anche dopo i dati.

Non è una regola, bensì un’osservazione. Quindi può giovare non saltare dentro il mercato sul dato (sappiamo che la Fed crea volatilità come solo i NFP sanno creare), bensì aspettare che le acque si calmino (anche 15 minuti dopo il dato) e prendere la propria decisione, basando la mossa sul dato uscito e sulla price action.

Per gli altri dati odierni (tra cui molti europei) rinviamo al nostro calendario http://www.dailyfx.com/calendar/ .

Passiamo all’analisi tecnica vedendo come la moneta unica abbia perso nuovamente terreno nei confronti del dollaro, successivamente al fallito tentativo di rottura venerdì, della resistenza a 1.3790.

Ora che ci troviamo a 1.3690 possiamo ipotizzare due livelli di supporto per il cambio. Il primo transita molto vicino a 1.3625 ed è confermato dalla tendenza rialzista evidenziata dai primi giorni di marzo, confermata poi da un’area di congestione vista giovedì.

Il secondo è dato da 1.3535, minimo del cambio ripetuto per tre volte in quattro giorni di trading. Sino a che non ci saranno rotture evidenti di questi livelli il rischio è di vedere per lungo tempo ancora il trading range venutosi a creare da settimane.

Non c’è grande chiarezza sulle evoluzioni del cambio UsdJpy, per le prossime ore. Abbiamo indicatori ed oscillatori che lasciano pensare ad un’estensione ribassista sino al prossimo supporto di 89.60 e una tendenza di fondo che indica come il cambio possa giungere al test di quel 91.60 di cui tanto andiamo parlando ultimamente.

C’è da dire che uno scenario non debba per forza escludere l’altro, per cui attenzione alla tenuta del supporto indicato.

Continuiamo parlando del dollaro australiano nei confronti del biglietto verde. Se si analizza un grafico con candele a 4 ore (o anche meno) è abbastanza evidente la tendenza che sta seguendo il cambio dai minimi di 0.8580 ad inizio febbraio.

Il doppio minimo infatti su questo livello ha consentito ai prezzi di iniziare una tendenza positiva che punta a raggiungere obiettivi ambiziosi, crediamo almeno sino al doppio massimo di inizio gennaio a 0.9320.

Affinché avvenga questo i prezzi non dovrebbero oltrepassare la trendline inferiore che contiene la salita e che transita per le prossime ore nei pressi di 0.9020/30. La resistenza da oltrepassare nel breve, confermando ulteriormente la nostra idea, si trova a 0.9190.

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