FORD: NUOVA GUIDA PER L’AUTO
DI JAMES BOND

12 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

FORD: CEDE ASTON MARTIN, CAMPIONE RALLY GUIDA AUTO 007/ANSA

Sarà un ex campione di rally a guidare l’auto di James Bond. La Ford ha ceduto dopo 20 anni l’Aston Martin al consorzio guidato all’ex direttore sportivo di Benetton e Bar David Richards, di cui fanno parte anche i due fondi kuwaitiani, Investment Dar ed Adeem. La cordata verserà nelle casse della Ford circa 702,2 milioni di euro, che contribuiranno in parte a risanare le perdite record registrate dal gruppo statunitense nel 2006. Ulrich Bez, attuale chief executive officer di Aston Martin, rimarrà al suo posto, mentre Richards entrerà a far parte del consiglio di amministrazione. Ford dovrebbe in ogni caso mantenere il 15% casa automobilistica inglese.

Fondata nel 1913, l’Aston Martin è divenuta famosa nel 1964 per essere stata l’auto di Sean Connery, James Bond in missione Goldfinger. Affezionata al personaggio di 007, è stata protagonista anche di uno dei suoi ultimi successi, Casino Royal, dove stavolta però a guidarla c’era David Craig. La Ford controlla la Aston Martin da due decenni e la sua vendita consentirebbe alla casa statunitense di raddrizzare, almeno in parte i conti, dopo aver chiuso il 2006 con perdite record (12,7 miliardi di dollari).

Sotto la guida della Ford, la produzione di Aston Martin è aumentata vertiginosamente passando dalle 46 unità nel 1992 alle 6.500 del 2006. Comunque, la casa inglese rappresenta meno dell’1% delle vendite globali di Ford, che ha acquisito una quota della società nel 1987 e poi ne è divenuta proprietaria nel 1994. Il ritorno della Aston Martin in Gran Bretagna mette fine alla serie di debacle dell’industria automobilistica inglese, dopo la chiusra della storica fabbrica di Jaguar a Coventry nel 2004, il fallimento di Rover nel 2005 e l’uscita di Peugeot dal Paese quest’anno. Ford si era detta intenzionata a cedere Aston Martin in agosto, per reperire risorse da investire negli altri brand del gruppo.

Il colosso statunitense sta muovendo i primi passi nell’attuazione di un piano di ristrutturazione quadriennale, che prevede fra l’altro la chiusura 16 impianti ed il taglio di 45.000 posti di lavoro. Secondo il sindacato che rappresenta i lavoratori della Aston Martin, il Transport and general workers union, l’offerta di Prodrive “é quella che sembra più rispecchiare i nostri criteri”, e cioé il mantenimento dei posti di lavoro e della produzione in Gran Bretagna.