Forbice tra ricchi e poveri: 1% controlla metà ricchezza globale

15 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se c’è un risultato delle politiche monetarie espansive messe in atto dalle banche centrali per far fronte alla recessione, quello è senza dubbio l’allargamento del gap tra ricchi e poveri.

Più di una ricerca mostra come tale situazione, verificatasi in tutto il mondo, sia particolarmente evidente negli Stati Uniti. Secondo una recente analisi di Bank of America Merrill Lynch, lo 0,1% della popolazione degli Stati Uniti ha le mani su una quantità di ricchezza quasi superiore del 90% (vedi Grafico).

Un trend che trova conferma anche nell’ultima analisi sulla ricchezza globale condotta da Credit Suisse.

Quest’ultima mette in evidenza soprattutto tre risultati: prima di tutto il calo del dollaro ha causato una riduzione della ricchezza globale (-12,4 trilioni a 250 trilioni); in secondo luogo lo 0,7 per cento della popolazione globale possiede circa metà della ricchezza globale; terzo, il 71% più povero controlla il 3% della stessa.

Nel sito di Credit Suisse si legge:

“Il Global Wealth Report 2014 del CS registra per l’anno scorso + 20.100 miliardi. USD di ricchezza globale, per un totale di 263.000 miliardi. In particolare gli USA hanno recuperato in un anno le perdite della crisi finanziaria.

Pur permanendo le difficoltà dell’ambiente economico globale, dal Global Wealth Report 2014 del Credit Suisse emerge che durante lo scorso anno la ricchezza complessiva è aumentata raggiungendo un nuovo record. Tra metà 2013 e metà 2014 ha registrato una crescita di 20.100 miliardi di USD, pari a un aumento dell’8,3 per cento, salendo a quota 263.000 miliardi di USD – più del doppio rispetto ai 117.000 miliardi di USD registrati nel 2000.

Con un aumento dell’11,4 per cento su base annua, la creazione di ricchezza si è rivelata particolarmente forte nel Nordamerica, dove ora si attesta a 91.000 miliardi di USD, pari al 34,7 per cento della ricchezza totale. Il secondo contributo per importanza è giunto dall’Europa, con un aumento della ricchezza del 10,6 per cento fino a raggiungere 85.200 miliardi di USD.

In entrambe le regioni, i mercati dei capitali sono stati un elemento chiave per la crescita della ricchezza: la capitalizzazione del mercato azionario è aumentata del 22,6 per cento negli Stati Uniti, mentre Canada, Francia e Germania hanno registrato incrementi prossimi al 30 per cento.

È aumentato anche il numero dei cosiddetti Ultra High Net Worth (UHNW) Individual – il cui patrimonio netto supera i 50 milioni di USD. Il rapporto stima la presenza di 128.200 UHNW Individual in tutto il mondo. Anche in questo caso dominano di gran lunga gli Stati Uniti, con 62.900 adulti UHNW, pari al 49 per cento del totale globale, 9.600 in più rispetto alla metà del 2013, un aumento sorprendente per un solo anno – più del numero totale di UHNW residenti in Cina, che si attesta al secondo posto con 7.600 UHNW Individual”.

Una dimostrazione dunque di quanto la forbice sia stia man mano allargando, a causa soprattutto dell’aumento del valore degli asset finanziari controllati dai più ricchi.

Tra le principali economie al mondo, il Regno Unito, la Corea del Sud e la Danimarca hanno riportato su base percentuale i maggiori incrementi, mentre i cittadini di Ucraina, Russia, Argentina e Indonesia hanno sofferto le maggiori perdite.

Al primo posto per ricchezza media c’è la Svizzera, che insieme agli Usa è anche il Paese con il maggior livello di disuguaglianza. L’Italia è al settimo posto al mondo per numero di super ricchi mentre la classe media italiana, con i suoi 29 milioni, è tra le più folte d’Europa, con 4,7 miliardi di dollari pari al 47,3% della ricchezza del Paese.

(mt-Lna)