Forbes: è di nuovo Putin l’uomo più potente del mondo

19 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

MOSCA (WSI) – L’uomo più potente del mondo è Vladimir Putin, presidente della Russia. E’ quanto risulta dalla classifica stilata da Forbes.

La rivista statunitense di economia e finanza fondata nel 1917 incorona Putin per il secondo anno consecutivo.

Al secondo posto la Cancelliera tedesca, Angela Merkel e in terza posizione il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama.

Al quarto posto Bergoglio, Papa Francesco , che spodesta il presidente cinese Xi. Sale in classifica Michelle Bachelet, presidente del Cile.

In sesta posizione Bill Gates, il patron di Microsoft mentre il primo italiano che compare nella classifica è il numero della Banca Centrale europea, Mario Draghi che si piazza alla decima posizione. A bocca asciutta i politici italiani ma anche francesi, giapponesi, arabi e brasiliani.

Forbes stila anche la classifica dei manager più ricchi della Russia.

A dispetto di chi dice che Gazprom sia in declino, il suo amministratore delegato, Alexei Miller, risulta il top manager più pagato.

A mettere in cima alla lista dei paperoni all’ombra del Cremlino il numero uno di Gazprom, la rivista Forbes secondo cui nel 2014 lo stipendio di Alexei Miller è passato da 25 milioni a 27 milioni di dollari.

25 i top manager russi più pagati secondo la classifica stilata dalla rivista americana, che mette al secondo posto un altro manager di un’azienda pubblica, Andrey Kostin, il presidente del Consiglio di amministrazione della banca VB che l’anno scorso era al primo posto. Il suo stipendio annuo è passato da 37 milioni di dollari del 2013 a 21 nel 2014.

Medaglia di bronzo al numero uno di Rosneft, Igor Sechin, anch’egli top manager di Stato che guadagna 17 milioni di dollari e mezzo all’anno senza però citare il suo reddito dell’anno scorso a causa di una denuncia presentata dal manager russo alla giustizia. Un gruppo di 25 manager russi che guadagnano complessivamente 242 milioni di dollari, l’anno scorso, il 17% in meno rispetto al 2013.