Forbes a un passo dal crack

28 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Forbes a un passo dal crack. La prestigiosa rivista di business, acquistata da Bono (il cantante degli U2) non ha retto alla Grande Crisi del 2008, al crollo della pubblicita’ sui periodici, ma soprattutto alle “ruberie” degli stessi miliardari Forbes, che hanno cercato di mettersi in tasca circa $100 milioni. Denunce e rivalse in arrivo. Una storia di successo finita male.

Forbes Media, la societa’ capogruppo, di recente si e’ trovata in default tecnico (quasi come gli Stati Uniti) e anche se la situazione e’ adesso leggermente migliorata. l’azienda e’ ben lontana dall’esserne fuori.

A scoprire i guai finanziari di Forbes e’ l’arcirivale di New York, Fortune, che ha ottenuto i bilanci scoprendo che Forbes ha assoldato Alvarez & Marsal” uno studio specializzato in ristrutturazioni di aziende in difficolta’, che devono uscire dalla bancarotta o che cercando di non andare a fondo.

I problemi di Forbes sono cominciati nel 2006, quando Elevation Partners, un veicolo di investimento che fa capo a Bono, il cantante degli U2, acquisto’ il 45% di Forbes Media per $237.2 milioni. Di questa cifra, i quattro fratelli Forbes (Tim, Steve, Bob, Kip) figli dell’eccentrico fondatore Malcom Forbes, si sono tenuti $107.4, usando per gli altri oltre $100 milion per ripagare i debito societari e personali.

Il crollo del fatturato pubblicitario dopo la Grande Crisi post-Lehman Brothers e la recessione hanno provocato nel 2008 un ammanco di oltre $50 milioni rispetto al busget, mentre nel 2009 e 2010 le vendite sono state in tutto circa $150 milioni inferiori alle stime di Forbes Media, fatte ai tempi dell’investimento di Elevation Partners.

I consulenti di Alvarez & Marsal adesso hanno messo sul piatto, per il risanamento, la testa del direttore e maggior azionista Steve Forbes, e le sue dimissioni da CEO, oltre alla vendita di Investopedia, una controllata, e un taglio feroce dei costi. I Forbes possiedono isole e case nel nord est degli Stati Uniti, e una notevole collezione di arte contemporanea assemblata dal vecchio fondatore Malcom Forbes.