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Fondi Ue per sviluppo rurale: a Varsavia 13 mld

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La Polonia sarà il maggiore beneficiario dei fondi per lo sviluppo rurale 2007-2013 approvati ieri dalla Commissione europea. Per l’intero periodo Varsavia riceverà infatti oltre 13 miliardi di euro (13.230.038.156), di cui un minimo di quasi 7 miliardi (6.997.976.121) dovrà essere destinato alle regioni più povere. Il secondo maggior beneficiario della “Nuova Europa” è l’Ungheria, seguita dalla Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Lituania, la Lettonia, la Slovenia e l’Estonia. In totale i fondi approvati per l’Ue allargata ammontano complessivamente a 77.662.771.346 euro. L’Italia è il secondo Paese beneficiario dopo la Polonia, con oltre 8 miliardi di euro (8.292.009.883). I fondi per lo sviluppo rurale di Bulgaria e Romania non sono ancora stati approvati in attesa della conferma della loro data di adesione, che dovrebbe avvenire il primo gennaio 2007. Ma le somme sono già note: 8.022.504.745 per Bucarest, e 2.609.098.596 per Sofia. Gli obiettivi o “assi” principali individuati per l’utilizzo dei fondi per lo sviluppo rurale dal 2007 al 2013 saranno quattro. Il primo è il miglioramento della competitività delle filiere agroalimentare e forestale (assistenza e consulenze alle mprese, potenziamento infrastrutture, sostegno ai sistemi di qualità, insediamento giovani agricoltori, sostegno all’innovazione). Il secondo obiettivo riguarda l’ambiente e lo spazio rurale (indennità per agricoltori in zone montane, indennità nelle zone comprese nel programma “Natura 2000”, misure agroambientali, benessere degli animali, silvicoltura sostenibile).
Il terzo asse è il miglioramento della qualità di vita nelle zone rurali e la promozione della diversificazione delle attività economiche (attività non agricole, costituzione di microimprese, incentivazione del turismo, rinnovamento dei paesaggi, servizi di base come asili per bambini). Il quarto asse, infine, sarà costituito dal sostegno alle strategie integrate di sviluppo locale a lungo termine delle zone rurali, elaborate dai gruppi d’azione locali nel contesto del programma comunitario “Leader” (prospettiva dal basso verso l’alto). Il 25 per cento almeno del contributo comunitario dovrà essere speso per l’asse 2, con un tasso massimo di cofinanziamento Ue del 55 per cento (80 per cento nelle regioni “di convergenza”, ex “obiettivo 1” dei Fondi strutturali, la gran parte di quelle del centro-est Europa).