FONDI: RACCOLTA BALLERINA

10 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Non più un saldo in rosso per 270 milioni di euro, bensì raccolta positiva per 6,5 milioni. Il ballo della raccolta dei fondi a luglio è durato l’arco di qualche giorno, dai conteggi preliminari di Assogestioni che venerdì 3 agosto parlava di un deflusso di risparmio dal sistema fondi alla rettifica di lunedì 6 agosto in cui l’associazione dichiarava che il dato, pervenuto in ritardo, di Cassa di risparmio di Firenze aveva modificato il saldo complessivo. La Borsa non ha mosso ciglio: d’altronde, qualche milione in più o in meno, perché di tanto si è trattato, non poteva certo muovere il sentiment di operatori più attenti negli ultimi mesi a leggere i risultati delle singole società che non l’andamento complessivo del sistema fondi.

E’ proprio guardando ai dati delle singole società sugli ultimi sei mesi che gli operatori possono riflettere su alcuni risultati interessanti. Da febbraio a luglio, con un saldo complessivo di raccolta del settore negativo per poco di più di 1.600 milioni di euro, i leader del settore hanno mostrato un andamento alquanto differente nei flussi di raccolta. Tra i dieci attori del mercato, che detengono complessivamente l’80% degli asset in gestione in Italia, segno più e segno meno si alternano. Cominciando dai tre big, che controllano il 51% del patrimonio gestito in fondi, sta raccogliendo molto bene Unicredito –in sei mesi 1.644 milioni di euro-, tiene SanPaolo Imi –il dato complessivo è di 106 milioni-, molto male va invece Banca Intesa per la quale i riscatti hanno superato le nuove sottoscrizioni in sei mesi per 3.416 milioni. Se si scende più giù nella classifica delle sgr, si registra il risultato negativo di Arca –sono defluiti dalle sue casse 1.478 milioni nello stesso periodo-, di Bipop Carire –con un saldo rosso di 307 milioni di euro- , della Bnl –qui il saldo è negativo per 258 milioni-, e di vecchi decani del settore, da Deutsche bank con –861 milioni di raccolta netta da febbraio, al gruppo Epta che, complice anche l’uscita di Cassa di risparmio di Firenze, che sta convogliando i patrimoni in gestione sulla sua Gestion internazionale s.a., ha perso ben 1.406 milioni di euro.

Ora è il lancio di nuove batterie di prodotti -come nel caso di Unicredito che può vantare da svariati mesi i suoi fondi di diritto irlandese targati Pioneer, un marchio che vende bene nel mondo- che tira la volata a qualche sgr; ora è, come il citato caso di Epta, l’uscita da un gruppo di gestione di qualche banca o sim di distribuzione, che sposta denaro verso nuovi prodotti.

C’è invece chi, tra i meno big, sta andando avanti, macinando mese dopo mese piccoli ma costanti risultati in crescita: è il caso di realtà come Ras e Mediolanum, unite nella buona sorte dall’appoggiarsi per le vendite a una rete di agenti e promotori, che hanno alle spalle sei mesi di raccolta sempre positiva rispettivamente per un totale di 231 e 795 milioni di euro, o di altre come Bipiemme gestioni ed Euromobiliare, con saldi positivi per 439 e 782 milioni di euro. A queste società va sicuramente riconosciuto il merito di essere riuscite, con mercati così volatili, ad arginare la fuga dei sottoscrittori a cui altre società stanno invece assistendo impotenti da inizio anno.

*Germana Martano è caporedattore di Morningstar.it
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