FONDI NERI, UN ALTRO COLPO ALLE TELECOM ITALIANE

25 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia
*Saverio Romeo e’ analista di Frost & Sullivan. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Silvio Scaglia e’ stato uno dei protagonisti dell?ultima era felice delle telecomunicazioni italiane. E’ tra i fondatori di Omnitel, primo operatore
mobile italiano a competere contro Telecom. E’ stato colui che ha lanciato un
operatore di telecomunicazione fissa di grande successo come Fastweb portando
nelle grandi citta’ italiane i vantaggi della connettivita’ veloce.

Silvio Scaglia e’ oggi indagato per riciclaggio di denaro. Lasciamo alla
magistratura fare il suo corso e decidere se il super manager italiano e’
colpevole o meno, ma questo evento e’ sicuramente uno scossone per le gia’
difficili condizioni delle telecomunicazioni italiane.

Seppur crescendo in termini di fatturato, il mondo delle telecomunicazioni
italiane ha perso di freschezza dando spazio ad investitori stranieri che hanno
praticamente occupato le posizioni piu’ strategiche: Telefonica con Telecom
Italia, Swisscom comprando Fastweb, Wind Italia nelle mani della famiglia
Sawiris solo per menzionare alcuni esempi. Sembra che oggi non vi sia piu’ un
gruppo d’imprenditori e manager capaci di rischiare e di lanciare idee nuove.
Silvio Scaglia era uno di questi. Francesco Caio e’ un altro nome, di recente
ritorno in Italia con il Rapporto Caio, ma con una considerevole esperienza
nelle telecomunicazioni britanniche. Vittorio Colao e’ un altro nome di
prestigio volato a Londra per guidare Vodafone Group.

Forse le telecomunicazioni italiane non attraggono piu’. Certo, realta’
interessanti rimangono. Tiscali, nonostante le difficolta’, si e’ riavviata.
Poste Mobile suscita molto interesse; Buongiorno e Dada nell’area contenuti
anche. Ma non sembrano essere capaci di guidare una nuova ondata delle
telecomunicazioni italiane. Forse le condizioni per fare innovazione e produrre
idee creative non ci sono piu’ in Italia. E’, forse, importante riflettere,
confrontarsi e capire cosa potrebbe innescare un nuovo corso.