FONDI: INVESTITORI IN STAND BY

31 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Borse in affanno e tassi ridotti all’osso rendono difficile scegliere l’investimento ottimale. Suggeriscono piuttosto un’analisi approfondita del proprio portafoglio, per verificare se le scelte finora fatte rappresentino la base per una soddisfazione futura.

In settimana Assogestioni renderà noti, come di consueto, i risultati di raccolta del sistema fondi relativi al mese di agosto. Le attese non sono delle migliori: complici le vacanze estive, che solitamente rappresentano un freno per i nuovi flussi di sottoscrizioni, la raccolta del sistema non dovrebbe essere delle migliori.

Complice soprattutto l’andamento dei mercati che, tanto sul fronte azionario quanto su quello obbligazionario, in questo momento non offrono buone opportunità di guadagno per gli investitori. “Non è il momento migliore per puntare sull’obbligazionario”, dice Massimo
Nervetti, responsabile obbligazionario di Eptafund, nell’intervista di questa settimana, “il mercato si trova nel suo momento più alto ed entrare adesso in un’ottica di diversificazione significherebbe amplificare le perdite”.

Stesso motivo ricompare nelle attese dei gestori sui mercati azionari. “Gli occhi sono puntati sui risultati societari, finora deludenti”, commenta Nicola Ricolfi, partner della neonata Nextam, “e l’unica strategia consigliata oggi è di rimanere investiti su quelle società che presentano minor rischio di ulteriori rallentamenti nella crescita”. D’altronde, anche il taglio dei tassi deciso dalla Banca centrale europea il 30 agosto sulla scia della Federal reserve, non è stato bene accolto dai mercati, che hanno preferito leggere nella manovra della Bce il segnale, ancora negativo, di una crescita ancora rallentata, ovvero di una mancanza di fiducia in una ripresa a breve dell’economia europea e più in generale mondiale.

In momenti come questi è però utile cominciare ricordando che le statistiche mostrano che, sul lungo periodo, investire sulle Borse premia. Ma –e questo lo ricorda Morningstar- premia soprattutto verificare con costanza l’andamento dei propri investimenti. E’ in momenti come questi che si può scoprire se il proprio gestore, abile magari nell’ottenere performance interessanti in mercati in rialzo, sia altrettanto abile nel minimizzare le perdite che gli stessi mercati stanno conseguendo in questi mesi.

Si può verificare allo stesso modo se il rischio che si è scelto di sopportare per i propri investimenti è quello realmente tollerabile, come anche se le spese che gravano sul fondo acquistato, lette di sfuggita al momento della sottoscrizione, non erodano magari un po’ troppo i già scarsi guadagni. In una parola, anche questo è il momento giusto per valutare se gli investimenti fatti, al di là delle performance che stanno offrendo, siano effettivamente quello di cui l’investitore ha bisogno per soddisfare la propria esigenza di mantenimento del capitale piuttosto che di un suo accrescimento.

Come suggerisce anche un’analisi di questa settimana, sono diverse le informazioni che il risparmiatore deve tenere in conto quando effettua le sue scelte di investimento, sia se deve monitorare l’andamento dei suoi investimenti sia se deve scegliere su quali prodotti investire ex novo. Le performance, positive o negative che siano, da sole non bastano. Un’anamnesi completa del fondo o del portafoglio di fondi che si è acquistato passa attraverso una serie di informazioni che vanno dalla scheda anagrafica dei prodotti, e quindi commissioni e spese previste, alla rischiosità dei singoli prodotti, sintetizzata in indicatori come la deviazione standard, fino ai rendimenti ottenuti nel tempo.

*Germana Martano è il Caporedattore di Morningstar.it
www.morningstar.it