FONDI: IL MIRAGGIO ESTIVO

3 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il rimbalzo del settore tech di questi giorni riporta l’attenzione su titoli lasciati nel dimenticatoio. I giochi si decideranno proprio sul finire di agosto. Tutto quanto succede prima è solo speculazione.

Chi per un verso, chi per un altro, tutti di nuovo parleranno dei titoli tecnologici in questo mese d’agosto. I gestori resteranno in attesa di indicatori positivi per la ripresa del settore hi-tech, i risparmiatori torneranno, questa volta con timore, a sperare in rendimenti a due cifre per i loro risparmi bloccati da un anno di crisi.

Che quello di questi giorni sia solo un rimbalzo di titoli giunti ormai a quotazioni estremamente basse lo dicono in tanti. “Stiamo assistendo a una ricopertura di posizioni tipica di questa stagione dell’anno”, commenta Luca Martina, gestore dei fondi azionari internazionali per San Paolo Imi asset management, “e i gestori si stanno riposizionando anche sul settore tecnologico”.

Ma che la ripresa avverrà già quest’anno, in mancanza di visibili miglioramenti negli utili societari, lo sperano solo. Cosa si aspettano allora gli operatori? “Gli occhi sono puntati alla fine di agosto”, spiega Lars Schikentanz che per Monte dei Paschi asset management è responsabile dei mercati azionari, “quando alcuni indicatori diranno se la ripresa del settore tecnologico ci sarà già quest’anno oppure se tutto è rimandato all’anno prossimo.

Per fine mese, infatti, si attende il dato sugli ordini per il settore dei semiconduttori che ingloba, se positivo, una ripresa delle vendite per il periodo natalizio”. Se positivo, appunto, vorrà dire che i titoli tecnologici statunitensi godranno di una ripresa della domanda finale; se negativo, invece, vorrà dire che a Natale Pc, Dvd, software e quant’altro lasceranno il posto, nelle scelte dei consumatori, a doni più economici e meno tecnologici.

Solo a fine mese, dunque, potremo vedere un segnale indicare che il Nasdaq, il cui andamento è in gran parte dettato proprio dai semiconduttori, è destinato a ritornare a veleggiare ben oltre quota 2.000 e anche l’Europa potrà tirare un sospiro di sollievo. “Dopo la prima fase di recovery dell’area tecnologia negli Usa”, spiega Giordano Martinelli, gestore azionario di Anima, “assisteremo a una ripresa anche in Europa dei corsi azionari, accompagnata dal venir meno delle attese negative. Sul quando, però, è difficile stabilire il momento. Si può solo dire che il processo, una volta innescato, durerà almeno cinque anni”.

Gli effetti positivi sulle Borse europee, ivi incluso il Nuovo mercato italiano, potrebbero durare più a lungo che Oltreoceano. “Gli Usa”, commenta il gestore, “godranno della ripresa degli enabler, cioè di quelle società che hanno in mano la tecnologia, ma che proprio per questo dispongono di minori spazi di crescita. In Europa, invece, le società sono più orientate all’utilizzo innovativo delle tecnologie base e qui probabilmente lo spazio di crescita è più ampio”.

Se per alcuni le quotazioni di questi giorni incorporano aspettative zero –vale a dire che il minimo è stato raggiunto- per altri invece i prezzi dei titoli tecnologici di oggi già incorporano l’attesa di una ripresa nel corso dell’anno. “Investite sì, ma con estrema cautela”, è il consiglio dei gestori, che concordano anche su cosa aspettarsi: mai più performance a due cifre. In una parola, non fatevi illudere dai guadagni di questi giorni ed evitate i fuochi di paglia.

*Germana Martano è il Caporedattore di Morningstar.it.

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