FONDI: I GESTORI FANNO MARCIA INDIETRO

12 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

I gestori cambiano rotta rispetto al mese scorso e si raffreddano gli entusiasmi su Wall Street. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Morningstar tra le 30 principali società di gestione che operano in Italia, nei prossimi sei mesi, la Borsa americana scenderà o resterà stabile per il 50% dei fund manager, contro il 73% che a marzo si attendeva un rialzo.

In discesa anche la percentuale di gestori positivi sull’Europa, che passa dal 69,2 al 60%. Resta invariato, invece, il giudizio su Piazza Affari, che salirà per il 70% del campione, con maggior ottimismo sulle blue chips, che raccolgono il 67% delle preferenze.

Rispunta l’inflazione

Le preoccupazioni di ripresa dell’inflazione e l’aumento dei tassi sono alla base del pessimismo dei gestori su Wall Street, in particolare sul Nasdaq. I dati macro mostrano che la ripresa è solida, anche se l’aumento dell’occupazione procede a passo lento.

Inoltre, gli utili aziendali sono cresciuti nel primo trimestre e le previsioni per i prossimi mesi sono positive (gli analisti di Morgan Stanley prevedono un incremento del 17,2% rispetto al secondo trimestre 2003). Tuttavia, la ripresa dell’inflazione può impattare negativamente sui conti aziendali, rendendo meno attraenti i titoli americani, per altro già considerati assai costosi dai gestori.

Meglio il Giappone

Nell’ultimo mese, non è cambiato il giudizio sulla Borsa di Tokyo, che sarà la migliore nei prossimi sei mesi per l’80% dei gestori, mentre il 20% si attende una stabilizzazione attorno agli attuali livelli.

La crescita economica è vivace, anche se è atteso un rallentamento rispetto all’ultimo trimestre (+6,4%), ed è sostenuta dalle esportazioni e dall’aumento della spesa per consumi, grazie al miglioramento del mercato del lavoro. Non mancano, tuttavia, i fund manager cauti, che mettono l’accento sul fatto che le azioni non sono più a buon prezzo dopo il rally di marzo e rimarranno attorno agli attuali livelli per tutto il 2004.

L’euro indietreggia

Per il 41,4% dei gestori, l’euro rimarrà attorno agli attuali livelli nei prossimi mesi, mentre è scesa dal 40 al 37,9% la percentuale di coloro che credono in un ulteriore apprezzamento. Del calo della moneta unica dai massimi possono beneficiare le aziende europee, perché diminuiscono le pressioni sugli utili.

Così, per la maggior parte dei manager, circa il 70%, le Borse del Vecchio continente cresceranno ancora nei prossimi mesi, grazie alle buone notizie sul fronte societario e ai bassi tassi di interesse. Restano, comunque, le preoccupazioni per la debolezza economica e il rischio geopolitico, che nel breve potrebbero portare a un aumento della volatilità.

Rialzo dei tassi più vicino

Per l’86,6% dei gestori, i prezzi delle obbligazioni americane continueranno a scendere nei prossimi mesi, contro l’84,7% del mese scorso. Calano, invece, dal 73,1 al 66,6% i manager che si attendono un calo dei bond europei.

I mercati hanno cominciato a considerare la possibilità di un aumento dei tassi ufficiali a seguito della crescita economica e delle prime pressioni inflazionistiche. Secondo SG asset management Italia, le obbligazioni americane sono le più esposte al rischio di ipervenduto, per via delle elevate valutazioni, della maturità del ciclo economico e della probabile mossa restrittiva da parte della Banca centrale.

Ad aprile, i titoli del Tesoro hanno registrato un aumento dei rendimenti, con i decennali al 4,5%, a fronte di un calo dei prezzi, che, comunque, non è bastato a far mutare la posizione dei gestori, i quali rimangono sottopesati sul reddito fisso americano.

Hanno partecipato al sondaggio le principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio che contano per circa il 70% degli asset gestiti in Italia.