FONDI EXTRA: E LA GERMANIA SI CHIAMA FUORI

16 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro la settimana si è conclusa con un rialzo dei tassi che ha interessato tutta la curva, con lo spread sul 2-10 anni rimasto intorno ai 170 pb. Si è invece ulteriormente esteso in territorio negativo il differenziale sul decennale Uk-Germania che si è portato a -14 pb, continuando a beneficiare dell’inizio della politica di quantitative easing da parte della BoE. L’incontro dei ministri finanziari dei presidenti delle banche centrali del gruppo del G-20 tenutosi lo scorso 13-14 marzo, ha portato ad accordi di principio sulla necessità di continuare a porre in essere politiche fiscali e monetarie espansive ed inoltre anche sull’incremento della dotazione del Fmi. I leader mondiali, si sono impegnati a adottare tutte le azioni necessarie per risollevare il sistema finanziario e tra queste assicurare che le banche abbiano capitali a sufficienza e risolvere il problema degli asset tossici.

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La Germania in particolare è apparsa non disponibile al momento ad un ulteriore piano di stimoli all’economia. Il ministro delle finanze tedesco ha infatti dichiarato: “siamo convinti che non abbia senso continuare ad iniettare ulteriori fondi nella nostra economia se prima non verrà ripristinata la fiducia sui mercati finanziari”. In Svizzera il governo ha annunciato che allenterà le regole sul segreto bancario e coopererà di più nella lotta all’evasione fiscale. Oggi gli operatori resteranno in attesa dei dati finali del Cpi di febbraio e del discorso di Trichet nel pomeriggio.

Negli Usa tassi di mercato decennali stabili intorno a 2,90%, malgrado la continuazione del rialzo dei mercati, trainati venerdì soprattutto dal rialzo del comparto collegato alla spesa sanitaria. Ieri, nel corso della sua prima intervista televisiva, il presidente della Fed Bernanke ha dichiarato di attendersi la ripresa dell’economia nel 2010, aggiungendo che il rischio maggiore è dato dalla mancanza eventuale di volontà politica. Bernanke ha inoltre riaffermato la sicurezza e l’affidabilità dell’investimento in titoli governativi Usa, dichiarazioni importanti dopo le preoccupazioni espresse dal primo ministro cinese in merito alla forte esposizione della Cina in Treasury Usa.

L’incontro è stato una sorta di rodaggio in vista del tanto atteso meeting del G-20 del prossimo 2 aprile. Ieri sera AIG ha reso pubblica la lista delle controparti delle proprie posizioni in derivati, dopo settimane di pressioni in tal senso. E’ emerso come vi sia l’esposizione da parte di diverse banche su scala globale. Tra quelle europee l’esposizione maggiore emersa è quella relativa a SocGen, Deutsche Bank e Barclays. Questa settimana i tassi decennali potrebbero continuare ad oscillare nel range 2,5%-3% almeno fino al prossimo mercoledì, quando la Fed potrebbe dare inizio alla politica di acquisti di Treasury Usa, nel qual caso si potrebbe assistere ad un repentino calo dei tassi decennali.

Materie prime: questa mattina si assiste ad un forte calo del Wti dopo che l’Opec ha deciso di non tagliare la produzione alla luce del marcato deterioramento dell’economia globale e dell’eccesso di produzione dei membri rispetto alla quota decisa a dicembre. Venerdì i prezzi erano scesi dopo la revisione al ribasso delle stime sulla domanda 2009 da parte dell’Iea e dell’Opec. Positivi i metalli industriali guidati dal rame (+2,6%) favorito dal calo delle scorte al Lme. Tra i preziosi in rialzo l’oro (+0,7%) e l’argento (+2,1%). Tra gli agricoli in calo il grano (-1,7%) e la soia (-1,8%).

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