FONDI: CHI VINCE E CHI PERDE CON BUSH PRESIDENTE

3 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

*Sara Silano è Vicecaposervizio di Morningstar in Italia

(WSI) – Supera i 20 miliardi di euro il patrimonio dei fondi azionari italiani specializzati sugli Stati Uniti, più degli asset dei prodotti specializzati sull’area Euro. E nell’ultimo anno, caratterizzato da uno scarso favore per Wall Street, tali fondi hanno, comunque, raccolto 913 milioni. Nonostante i gestori non si attendano un grande impatto dell’esito delle elezioni sulla Borsa, sono in molti gli investitori che si chiedono se è il caso di rivedere il portafoglio.

A differenza delle azioni, i fondi non sono strumenti di trading, ma di investimento. Per questa ragione non ha senso modificare la propria asset allocation solo per effetto di eventi contingenti. Tuttavia (…) può essere interessante sapere dove investono i 471 fondi azionari Nord America distribuiti in Italia.

Più volte è stato ricordato che la vittoria di George W. Bush dovrebbe favorire i titoli farmaceutici, energetici, finanziari e della difesa, mentre la sconfitta di John Kerry potrebbe avere un effetto contrario su tecnologici e industria delle costruzioni, che sarebbero stati aiutati da una vittoria del democratico.

Analizzando la composizione dei fondi emerge che il settore della salute pesa in media per il 14,1% sul portafoglio complessivo, l’energia per il 7,1%, banche e assicurazioni per il 18%. Per quanto riguarda la tecnologia, l’hardware è rappresentato per il 10,6%, il software per il 5,21%, mentre il comparto dell’industria, che comprende tra l’altro la difesa e le costruzioni, ha un peso del 28,6%.

Andando più in profondità nell’analisi, è possibile individuare i fondi del “partito di Bush” e quelli del “partito di Kerry”, ossia i prodotti che sovrappesano i comparti che dovrebbero beneficiare del risultato elettorale. E’ “repubblicano” Janus Twenty Fund, che è investito per quasi il 50% nel settore farmaceutico e finanziario e per un altro 17% nell’industria. I tecnologici, invece, pesano appena per il 12%. Ancora, nel fondo CAF US Opportunities del Crédit Agricole, i titoli dell’industria rappresentano il 40,8% e quelli dell’energia oltre il 17%, mentre nel Vontobel US value, i comparti finanziario e industriale rappresentano circa l’85%.

Al “partito di Kerry” si possono attribuire i fondi Sogelux Fund equities US concentraded core e Franklin Aggressive Growth, tutti con una percentuale di titoli tecnologici superiore al 30%. Al contrario, il peso di finanziari e industriali è di gran lunga inferiore alla media. In generale, i fondi con uno stile growth sono più vicini al partito del candidato repubblicano a differenza di quelli value.

Concentrando l’attenzione sui 62 fondi di diritto italiano, emerge che è BPU Pramerica Azioni USA il fondo che punta maggiormente sui titoli energetici quotati a Wall Street (16% del portafoglio), mentre Ducato Geo America Valore è il più esposto sui finanziari (34,7%) e un altro fondo di Mps, il Ducato Geo America Crescita sul comparto della salute (22%). Quest’ultimo è anche sovrappesato sui titoli tecnologici (28,7%). Ma il fondo con il paniere più hi tech è Generali USA growth, nel quale hardware e software pesano per oltre il 50%.

Guardando alle performance dei fondi azionari Nord America da inizio anno, si nota come il “partito di Bush” sia stato più premiante. Il rendimento medio è stato dello 0,37%, ma i prodotti piè esposti a finanziari, industria e energia hanno guadagnato in media il 10%, mentre quelli con un orientamento growth hanno sofferto perdite tra il 2 e il 10%.

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