Fmi: ripresa in corso, ma serie di rischi offuscano il futuro del Giappone

2 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Washington – La crisi del debito nell’Eurozona e il rallentamento economico in Cina continuano a pesare sulle prospettive future del Giappone. La ripresa economica, dal terremoto e tsunami del marzo 2011 e dai problemi all’economia globale, è sostenuta dalla domanda interna, ma “rimangono una serie di pericoli esterni che rischiano di smorzare questa fase positiva, quali l’aggravarsi della crisi in Europa e ulteriore rallentamento in Cina”. È quanto sostengono gli analisti del Fondo Monetario Internazionale, nel loro ultimo report paese.

Dopo una contrazione -0,7% lo scorso anno, nel 2012 la crescita del Pil nipponico dovrebbe essere del +2,4%. Il Fmi sostiene che la tanta discussa e controversa legge per aumentare la tassa sui consumi sia un passo importante verso un miglioramento dei conti in bilancio, ma non è abbastanza per soddisfare le modifiche fiscali necessarie per la sostenibilità, di aggiustamenti dei conti per il 10% del Pil nei prossimi dieci anni, capace di portare l’indebitamento del paese in ribasso, ben al di sotto il 170% entro il 2020 (prefissato dalle politiche attuali).

La Banca centrale del Giappone dovrebbe adottare una politica monetaria accomodante più forte per raggiungere il target dell’inflazione all’1%. “Una maggiore comunicazione delle politiche prefissate aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi”, scrivono gli analisti del Fondo, ricordando come cambiamenti strutturali aiuterebbero a migliorare la fiducia e aumentare la domanda interna.

Migliorare il controllo dei rischi nel sistema finanziario, tra cui l’esposizione degli istituti al ingente debito pubblico del paese, seppur rassicurando che non è attesa una crisi a causa di questi fattori.