Fmi: Grecia avrà bisogno di un terzo piano di aiuti

14 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: l’attesa per la riunione della Fed e le indiscrezioni di Dow Jones News secondo cui la Grecia avrebbe bisogno di un altro piano di salvataggio hanno riportato in negativo i listini dell’area Euro ed in rialzo gli spread.

Sugli spread non ha pesato il buon esito delle aste italiane che hanno visto collocare l’intero ammontare a tassi più bassi rispetto alle precedenti.

Secondo Dow Jones, che cita un membro del board del Fmi, la Grecia avrebbe bisogno di un altro piano di rifinanziamento per rispettare i termini richiesti. L’indiscrezione è stata però subito smentita dal ministro delle finanze greco.

Oggi è attesa la riunione dell’Eurogruppo in cui, come dichiarato dal ministro della finanze spagnolo Guindos, si discuterà delle condizioni che dovranno soddisfare quei paesi che chiederanno l’intervento della Bce sul mercato secondario e quindi la discussione sarà generale non prettamente legata alla Spagna.

Lo stesso ministro delle finanze tedesco ha dichiarato che oggi non sarà presa alcuna decisione, invitando la Spagna a non affrettare eccessivamente i tempi di richiesta degli aiuti.

Secondo un giornale olandese, che cita una fonte anonima, la Bce starebbe valutando la partecipazione del Fmi al nuovo programma di acquisto di bond. Secondo il giornale il pacchetto di aiuti sarà discusso nella riunione dei ministri finanziari di oggi.

L’annuncio del nuovo piano Fed sta contribuendo in mattinata ad una restrizione degli spread con il tasso sul decennale italiano sceso sotto il 5% per la prima volta da marzo. Negli Usa la riunione della Fed ha portato ad importanti decisioni: 1) implementazione di un piano di acquisto di titoli legati ai mutui per un importo pari a 40Mld$ su base mensile senza indicazione di limiti temporali.

Nel comunicato la Fed sottolinea come il totale degli acquisti mensili è di 85Mld$ se si includono i reinvestimenti derivanti dai flussi dei titoli già in portafoglio; 2) impegno a rivedere il piano di acquisti in base all’andamento dell’economia. Su questo punto Bernanke ha precisato che tra le opzioni possibili potrebbe rientrare l’acquisto anche di Treasury; 3) estensione a “fino ad almeno la metà del 2015” dell’impegno a mantenere i tassi su livelli contenuti; 4) impegno comunque a mantenere un atteggiamento accomodante di politica monetaria anche dopo i primi segnali di recupero dell’economia. Per la sesta volta consecutiva solo Lacker è stato dissenziente.

Nella conferenza stampa Bernanke ha enfatizzato come le decisioni siano finalizzate soprattutto al recupero del mercato occupazionale attraverso diversi canali di trasmissione tra cui: a) rialzo dei prezzi immobiliari; 2) rialzo dei prezzi azionari.

Sul fronte macro sono state riviste al ribasso le stime di crescita del PIL 2012.

Sul mercato azionario ha beneficiato soprattutto il comparto materie prime. L’indice S&P500 è sui massimi dal gennaio 2008.

Sul fronte emergente da segnalare che, dopo un anno, la Banca centrale Russa ha aumentato dello 0,25% il tasso di riferimento portandolo al 5,5% per frenare le spinte inflattive soprattutto dal lato alimentare.

Valute: moneta unica che raggiunge la soglia dell’1,30 vs dollaro, ai massimi da maggio, grazie all’effetto Bernanke. Il livello di supporto si colloca ad 1,2930 mentre quello di resistenza ad 1,3050. L’euro si è apprezzato anche vs yen con il cross al di sotto dell’area di resistenza collocata verso 101,60-102. Lo yen si è invece apprezzato leggermente vs dollaro con il cross che resta al di sopra di area 77. Il movimento verso dollaro sta irritando le autorità nipponiche con le dichiarazioni contro un apprezzamento dello yen che si ripetono quasi quotidianamente. Oggi il ministro delle finanze Azumi ha dichiarato che il governo è pronto ad intraprendere “azioni decise” contro le oscillazioni inaccettabili dello yen. Dollaro in deprezzamento anche vs yuan cinese, sui minimi da metà maggio.

Materie Prime: giornata positiva per la maggior parte delle commodity grazie alla decisione della Fed ed al deprezzamento del dollaro. Tutti i principali settori hanno chiuso in rialzo, guidati dai metalli preziosi: argento (+4,5%), oro (+2,2%), platino (+1,5%). Il Brent si colloca in prossimità dei 117$/barile dopo aver toccato i massimi dallo scorso maggio. L’oro è in prossimità dei 1770$/oncia sui massimi da marzo.

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