Fmi: capitale banche europee ridotto di €200 mld per debiti

1 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Autorità europee ancora una volta contro il Fondo monetario internazionale. Dopo le critiche lanciate al direttore Christine Lagarde, per il suo discorso a Jackson Hole, in cui si invitava ad una maggiore capitalizzazione delle banche, l’Europa torna all’attacco e critica la bozza dell’ultimo Global Financial Stability Report (GFSR).

Le stime dell’istituto di Washington utilizzano i prezzi dei CDS (Credit Default Swaps) per determinare il valore di mercato dei bond governativi dei tre paesi che ad ora hanno richiesto aiuti finanziari (Irlanda, Grecia e Portogallo). Vengono analizzati anche altri paesi recentemente sotto attacco, Italia, Spagna e Belgio.

Basandosi su questo metodo di calcolo, il Fondo Monetario Internazionale afferma che, secondo le stime, l’impatto dei titoli di debito sovrani sul mercato riduce alla fine la componente core del capitale delle banche europee di €200 miliardi, ovvero di un valore del 10%-12%. E l’impatto sarebbe addirittura maggiore, forse doppio, se venissero calcolati anche gli effetti negativi sulle banche europee che detengono asset nei capitali di altre banche.

Immediata la reazione delle autorità europee. “Il punto di vista del Fmi non è neutrale”, ha detto al Financial Times Elena Salgado, ministro delle Finanze della Spagna. “Riescono a vedere solo il lato negativo del problema”, ha aggiunto, ricordando come “è già la seconda volta che accade”. Il riferimento è al report pubblicato nell’ottobre 2009, dove si stimava che le banche europee avevano conteggiato solo $347 miliardi degli $814 miliardi di probabili perdite provocate dalla crisi finanziaria.

In seguito il fondo si era trovato costretto a rivedere le stime sulle perdite di un quarto. Salgado ha ricordato come gli stress test europei siano un indicatore migliore della vulnerabilità degli istituti.

Ma un altro funzionario coinvolto nel dibattito ha fatto notare che una analisi mark-to-market è capace di spiegare molto del recente crollo del prezzo dei titoli bancari europei, tra cui quelli francesi e tedeschi, che hanno una forte esposizione al debito dei vari paesi membri. “Questa strategia è un esercizio abbastanza brutale, ma sono queste le stime che al momento gli hedge funds stanno utilizzando”.

La versione finale del report verrà pubblicata nelle prossime tre settimane.