Fitoussi: “La recessione sara’ implacabile e duratura”

23 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il rischio di un lungo periodo di stagnazione e’ enorme per l’area euro, con l’effetto delle politiche di bilancio fiscali restrittive che portera’ a una variazione del Pil compresa tra il -1% e il +1% nei prossimi dieci anni. Una situazione che fa pensare da vicino a quella degli Anni 30.

Secondo Jean-Paul Fitoussi, direttore dell’osservatorio francese sulle congiunture economiche (OFCE), la sola via d’uscita dalla crisi sara’ un’azione decisa della Banca Centrale Europea, che dovrebbe comprare un ammontare massiccio di titoli di stato. Ma i tedeschi, come e’ noto, sono contrari, come se loro fossero risparmiati dal pesante impatto negativo che la recessione alle porte avra’ sull’economia.

La Germania cambiera’ idea quando i contro supereranno i pro. La paura per l’inflazione ora ha la meglio, dice Fitoussi, ma la tendenza e’ piuttosto alla deflazione.

“Oggi Berlino trae beneficio dai tassi di interesse a lungo termine molto bassi, perche’ i bund sono considerati come i soli asset privi di rischio in Europa. Approfitta indirettamente della situazione finanziaria difficile degli altri paesi dell’area euro, che spinge gli investitori ad acquistare titoli tedeschi. Oltre il Reno i tassi sono dunque tenuti bassi per vie artificiali”.

“Inoltre, prosegue Fitoussi, la Germania puo’ di esercitare una vera leadership europea. Ma la presa di posizione nei confronti del ruolo della Bce, lo ripeto, potrebbe cambiare quando gli inconvenienti della situazione saranno maggiori dei vantaggi”. Quando la crescita si interrompera’ nella maggior parte dei paesi dell’Eurozona, a quel punto l’impatto sara’ molto forte anche sull’economia tedesca, che perdera’ i suoi partner europei”.

L’idea che le misure di riduzione del deficit favoriscano la crescita “non e’ mai stata dimostrata: tutti gli studi in materia contraddiscono questa tesi”, dice Fitoussi. E’ una teoria che viene usata dalle autorita’ politiche per giustificare azioni altrimenti difficili da digerire per la popolazione.

“E’ una strategia che puo’ essere messa in pratica in tempi felici. Ma non c’e’ peggiore follia del voler adottare tali misure in un periodo di tsunami”. Quale sarebbe dunque la migliore strategia fiscale in Europa? Finanziare tutte le misure che possano alimentare la crescita.

Fitoussi e’ docente della Iulm di Roma e dal 1982 e’ docente dell’istituto di studi politici di Parigi. Dal 1989 presiede l’osservatorio francese sulle congiunture economiche (OFCE). E’ anche membro del CdA di Intesa Sanpaolo e Telecom Italia.