Fitch: Italia solvibile, ma titoli di stato carenti di liquidita’

21 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – Italia e Spagna sono Paesi solventi, ma vanno incontro a rischi di illiquidita’, che rendono necessaria la presenza di un prestatore di ultima istanza credibile per entrambi.

A lanciare l’allarme e’ David Riley, responsabile dei debiti sovrani di Fitch. Durante una conferenza stampa a Bruxelles, il managing director dell’agenzia ha dichiarato: “Crediamo fermamente che Italia e Spagna siano paesi solvibili, ma potenzialmente illiquidi” per quanto riguarda il mercato dei titoli di Stato dove si finanziano.

In futuro Madrid e Roma potrebbero dunque avere problemi a finanziare il proprio debito. Intanto sui mercati sale la pressione sui titoli di Stato italiani. Lo spread tra Btp decennali e Bund schizza a 408 punti base a circa due ore dall’apertura delle Borse europee. I buoni del Tesoro italiani sono scambiati sul mercato secondario al 6,09%, contro il 2,01% dei Bund tedeschi. Alto anche il differenziale di rendimento tra Bonos spagnoli e Bund, a 353 punti base, con le obbligazioni decennali di Madrid a un tasso del 5,54%.

Riley ha proseguito dicendo che Spagna e Italia hanno bisogno di un creditore credibile dell’ultimo momento, perche’ le risorse del fondo salva stati non sono sufficienti per impedire un crack del debito dei due paesi. Va ricordato che l’Italia e’ la quarta forza dell’Unione Europea e ha un debito pubblico di oltre 1.900 miliardi, pari al 120% del Pil.

L’agenzia, che ha declassato il debito di Italia e Spagna due settimane fa, ritiene che Bce ed EFSF concederanno prestiti dell’ultioma ora se dovesse presentarsi la necessita’. Per questo il summit di questo weekend non avra’ alcun impatto sul rating del debito sovrano dei due paesi in difficolta’.

“Tuttavia l’intensificarsi della crisi sta mettendo pressione su Italia, Spagna e altri paesi dell’Eurozona. Ed e’ probabile che generera’ una recessione nell’area”.

Sul fronte francese, in questo momento Fitch non ha intenzione di declassare il rating del paese, ha spiegato l’analista, aggiungendo che se il default greco è parte della soluzione della crisi debitoria europea, ciò porterà un beneficio alla Francia.

Probabile, inoltre, secondo Riley, che sui titoli di Stato greci ci saranno svalutazioni più ampie di quelle concordate in luglio.

“Se abbiamo un accordo sulla Grecia che conterrà svalutazioni più sostanziali di quelle concordate a luglio allora sarà necessaria una road map…e serve un creditore di ultima istanza per Sapgna e Italia” ha detto Riley.

“L’Efsf …è attualmente troppo piccolo. C’è un’istituzione, la Banca centrale europea, e io suggerirei che dovrebbe farlo la Bce, così come ci aspetteremmo dalla Bank of Englanda, dalla Fed e dalla Bank of Japan” ha aggiunto Riley nel corso della conferenza stampa.