Fitch e la scure sulla Spagna. Solo domani il voto da New York

31 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Finalmente una boccata d’aria dopo le settimane estremamente volatili che abbiamo visto di recente.

Oggi il mercato USA è chiuso per Memorial Day, il giorno della rimembranza dei caduti in guerra dello stato americano. Anche Londra, il trend-setter della giornata di trading, manca all’appello nel darci qualche opportunità per via del Spring Bank Holiday, quindi il mercato in sé rimarrà probabilmente fiacco.

Tra le problematiche nel Golfo del Messico con la continua fuoriuscita di petrolio, la possibilità di una guerra in Korea del Nord, speculazione sulle riserve in Euro della Cina ed il caos sui mercati europei, abbiamo veramente tanta carne al fuoco ed i trader lo sanno.

Queste piccole pause oramai valgono tantissimo, perché la tenuta psicologica dei trader è messa sotto esame in periodi come questi.

Dunque oggi vediamola come “la quite prima della tempesta” anche perché l’agenzia di rating Fitch ha deciso di dare una stoccata finale al mercato EU prima del weekend lungo, abbassando il rating del debito spagnolo da AAA ad AA+.

Da domani vedremo la reazione dei mercati. Fitch ha deciso di aspettare che la Spagna dichiarasse il proprio piano di rientro del deficit (15 miliardi di euro) prima di dare il verdetto; dunque Fitch non crede che la Spagna potrà tagliare le spese e mantenere la crescita del paese in territorio positivo.

Ovviamente questo si riflette sul mercato FX nella domanda/offerta di beni denominati in Euro: più pressione in arrivo.

Basti vedere che l’Euro è piombato di oltre 100 pip in una frazione di minuti dopo l’annuncio. La Spagna non è né la Grecia, né il Portogallo, perché la posizione fiscale non è così drammatica.

Se lo diventasse, dobbiamo stare bene attenti perché l’economia spagnola è 5 volte quella greca: i problemi sarebbero di dimensioni notevoli. A parte l’area euro, questa settimana sarà molto movimentata: dati sull’occupazione e Pil 1° trimestre da 3 paesi, RBA E BoC decideranno il da farsi sul fronte tassi ed in extremis arriva il dato fondamentale del mercato: Non Farm Payrolls.

Tutti avranno gli occhi puntati sull’occupazione USA per capire la sostenibilità – o meno – delle politiche in atto per facilitare la ripresa. Le attese sono già auree, ma guardiamo all’ISM e all’ADP (in uscita prima) per capire meglio cosa poterci legittimamente aspettare.

RBA e BoC invece non dovrebbero muoversi, ma entrambe sono arrivate ad un momento critico: la RBA è in fase di consolidamento del ciclo di rialzi, mentre la BoC deve decidere quando iniziarlo.

Crediamo che gli australiani saranno cauti anche nelle dichiarazioni mentre i canadesi saranno “cautamente positivi” nelle dichiarazioni. Ricordiamo che sono state le tensioni in EU a rimandare i rialzi dei tassi in Canada, perché il primo rialzo era previsto proprio per questa settimana.

Iniziamo la settimana di analisi tecnica partendo dal’immancabile eurodollaro.

Crediamo che la situazione grafica sia espressa in maniera precisa da un grafico a 4 ore, in quanto è possibile osservare come i tentativi di ripresa della moneta unica, seppur con un enorme aumento della volatilità, siano stati tutti interrotti dalla trendline discendente che ha origine proprio all’inizio del mese.

Per le prossime ore questa medesima linea suggerisce di prestare la massima attenzione alla tenuta della resistenza di 1.2390. Il supporto invece, continua ad essere suggerito dal passato doppio minimo a 1.2140, oltre il quale molto probabilmente si troveranno gli stop delle posizioni lunghe (ricordiamo che il nostro indice proprietario SSI http://www.dailyfx.com/technical_analysis/sentiment/ indica ancora una lieve prevalenza di posizioni lunghe di euro, circa il 51%).

Sul finire di settimana scorsa, abbiamo visto il definitivo superamento di 90.60, per quanto riguarda il cambio UsdJpy.

La rottura di giovedì, confermata poi dal successivo ritest di venerdì, conferma come questo sia il livello da utilizzare per strategie a favore di una ripresa stabile del biglietto verde. Un primo punto di arrivo è oramai stato raggiunto, 91.65, mentre il più ambizioso per oggi si trova a 92.40. Il livello sopra indicato di rottura, ovviamente deve essere utilizzato come supporto.

È durata solamente una giornata, la parentesi di ripresa del cable, al di fuori della resistenza di 1.45 figura.

Giunti, con un preciso doppio massimo a 1.46 figura abbiamo assistito ad un indebolimento di quasi 200 punti. Ora crediamo che la resistenza nell’immediato possa ancora essere suggerita dal precedente 1.45, mentre un primo livello di supporto a 1.44. Rammentiamo che la più importante linea statica di supporto si trova ancora a 1.4240, fattore che non ci fa ancora considerare il cambio “fuori pericolo”.

Il movimento del cambio UsdChf, dopo il test del massimo a 1.1690, ha avuto una battuta d’arresto. La tendenza del cambio nel medio lungo periodo rimane ancora positiva anche se nel breve bisogna fare attenzione alla tenuta del supporto compreso fra 1.1480 e 1.1445.

Rimaniamo in ambito di franchi svizzeri, ma nei confronti dell’euro, per notare come gli ultimi due giorni abbiano portato il cambio ad un movimento sempre più limitato. In questo caso, per le prossime ore, dopo la volatilità di una settimana fa, possiamo racchiudere idealmente il cambio all’interno di due livelli, 1.4210 e 1.43 figura.

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