Fisco, metà degli italiani dichiara meno di 15 mila euro

27 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La metà dei contribuenti non supera 15.654 euro di reddito complessivo dichiarato. In media gli italiani ne mettono in tasca 19.750. Il 5% dei paperoni dichiara più della metà del totale. I lavoratori dipendenti più degli imprenditori. E’ quanto emerge dalle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (Irpef) del Dipartimento delle Finanze relative all’anno d’imposta 2012.

Reddito medio a 19.750

A livello nazionale il reddito complessivo totale dichiarato è pari a 800 miliardi di euro mentre il reddito medio è pari a 19.750 euro (+0,5% rispetto all’anno precedente). Nel 2012, ricorda il Mef, non concorrono alla formazione del reddito complessivo il reddito da abitazione principale ed i redditi fondiari di immobili non locati.

La metà dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro

Ma se si sposta l’attenzione sul reddito complessivo dichiarato dal contribuente mediano, che rispetto alla media non è influenzato da valori particolarmente elevati, avverte il Mef, il reddito (lordo) scende a 15.654 euro. Ciò significa che la metà dei contribuenti non supera tale valore.

Il 5% dichiara un quarto del reddito complessivo

La ricchezza è in mano a pochi. Il 5% dei contribuenti con i redditi più alti, detiene infatti il 22,7% del reddito complessivo, ossia una quota maggiore a quella detenuta complessivamente dalla metà dei contribuenti con i redditi più bassi. Il 90% dei soggetti dichiara invece un reddito complessivo fino a 35.819 euro.

Diminuiscono i lavoratori dipendenti

Dalle dichiarazioni di redditi per il 2012 risultano 350 mila lavoratori dipendenti in meno rispetto a al 2008. Rispetto ad allora si registra un calo di 190 mila pensionati, di 32 mila imprenditori e 138 mila soggetti che dichiarano reddito da partecipazione. In compenso i lavoratori autonomi tra il 2008 e il 2012 sono 128mila in più.

Giù i redditi medi

“In termini di redditi medi dichiarati, tenendo conto dell’inflazione, in quattro anni il reddito medio degli autonomi è calato in termini reali del 14,3%, quello degli imprenditori dell’11% e quello dei dipendenti del 4,6%, mentre il reddito medio da pensione è aumentato del 4,6%”. I lavoratori autonomi dichiarano in media 36.070 euro, i dipendenti 20.280 e gli imprenditori 17.740. Fanalino di coda rimangono i pensionati con 15.780 euro.

80% degli autonomi dichiara meno di 20mila euro

Circa l’80% dei lavoratori autonomi e la stessa percentuale degli imprenditori con contabilità ordinaria dichiara al fisco un reddito inferiore a 20.000 euro. Sotto la stessa soglia sono invece circa il 60% dei dipendenti e il 70% dei pensionati.

Lombardia in testa, Calabria fanalino di coda

La regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.320 euro), seguita dal Lazio (22.100 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.170 euro. Nel 2012 il reddito medio nelle regioni del centro cresce meno della media nazionale.

Zero Irpef per più di 10 milioni di contribuenti

Più di 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta Irpef pari a zero, si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di contribuenti la cui imposta lorda si azzera con le numerose detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. L’imposta netta Irpef ha un valore medio di 4.880 euro ed è dichiarata da circa 31,2 milioni di soggetti (il 75% del totale dei contribuenti).

Visco: “Evasione vale 10 milioni di voti”

L’evasione vale 10 milioni di voti, secondo l’ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco. “Dobbiamo ficcarci in testa che l’evasione fiscale è un fenomeno di massa, un partito che vale dieci milioni di voti”, ha sottolineato in un’intervista al Fatto quotidiano, all’indomani della pubblicazione dei dai sulle dichiarazioni dei redditi degli italiani da parte del ministero dell’Economia.

Secondo Visco “c’è grande prudenza. Alcuni fanno affidamento su quei voti, altri hanno solo paura di perdere l’appoggio di certe fasce sociali, e la democrazia vive di consenso”, ha spiegato l’ex ministro delle Finanze nei governi D’Alema e Prodi.

Per Visco “per ridurre le tasse ed evitare che a pagarle siano sempre i lavoratori dipendenti, c’è solo una via: redistribuire il carico. Ma per farlo bisogna partire dalla lotta all’evasione”. “I governi di centrosinistra – ha rivendicato Visco – ci hanno provato. Nel 1996 mettemmo in piedi una serie di provvedimenti che portarono nelle casse quattro punti e mezzo di Pil. E Berlusconi scese in piazza con un milione di persone, indicandomi come un dittatore fiscale”.
(RaiNews24-TMNews)