Finmeccanica, e basta con i ladri. Mandate i Carabinieri

22 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, dichiara ”in modo categorico di non aver mai creato fondi neri, di non aver mai elargito ne’ dato ordini di elargire somme di denaro a politici e/o partiti”. E’ quanto afferma lo stesso Guarguaglini in una nota in cui ribadisce che ”Lorenzo Cola non e’ mai stato il suo braccio destro, come invece riportato da alcuni organi di informazione”. Infine, il presidente di Finmeccanica esprime ”fiducia nell’operato della magistratura, che ha gia’ fatto chiarezza sul caso Digint che non ha visto coinvolto nessun dirigente o manager di Finmeccanica” (Ansa).

Intanto, dopo aver perso quasi il 40% nell’ultimo mese, il titolo Finmeccanica registra un rimbalzo tecnico, salendo più del 4%, oltre i 3,10 euro.

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Marina Grossi non si dimette dalla carica di amministratore delegato di Selex sistemi integrati: e’ quanto trapela da fonti industriali, al termine del cda che avrebbe cosi’ sostenuto la moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. Le dimissioni dell’ad erano state ieri in qualche modo caldeggiate dall’ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi: in un comunicato diramato ieri, aveva infatti detto che “il presidente della Selex sistemi integrati ha disposto la convocazione urgente di un Cda straordinario della societa’ per domani, al fine di adottare le necessarie determinazioni nell’interesse della societa’ e dei suoi dipendenti, clienti e fornitori”. (TmNews)

Non si arresta la caduta di Finmeccanica in Borsa. Reduce da una settimana nera, dopo la presentazione dei conti in profondo rosso martedi’ scorso, il titolo e’ stato travolto alla riapertura dei mercati dagli sviluppi giudiziari dell’inchiesta Enav e ha concluso la giornata con un tonfo del 6,6% a 3 euro (-4,7% il calo dell’indice Ftse Mib). Sale cosi’ al 33% la perdita accumulata dal gruppo da martedi’ scorso, come a dire che in cinque sedute Finmeccanica ha perso un terzo del suo valore. (Ansa)

(TMNews) – “Quando la Corte dei Conti ha più volte denunciato il livello pazzesco di corruzione raggiunto nel Paese, l’Italia dei Valori è stata una delle poche voci a chiedere provvedimenti urgenti al governo. La gravissima vicenda Finmeccanica dimostra che il livello del fenomeno è ormai talmente diffuso e trasversale da richiedere un intervento immediato su cui si misurerà l’efficienza e la credibilità del neonato Esecutivo Monti”. Lo afferma in una nota il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. “Prima ancora, però – prosegue – si impone l’azzeramento dell’intero vertice di Finmeccanica, un’azienda controllata dal Tesoro al 30% che è stata vergognosamente utilizzata per assegnare appalti a parenti e amici e per elargire mazzette a politici corrotti. L’Italia deve cambiare e la questione morale deve essere la madre di tutte le battaglie perché se non torna un’etica della cosa pubblica tutti i sacrifici che il presidente Monti chiederà agli italiani non saranno credibili”.

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Finmeccanica crolla in Borsa. E dopo Borgogni potrebbe lasciare Guarguaglini

L’uomo dei rapporti istituzionali si è già sottoposto a tre interrogatori dei magistrati. “Ero io il collettore dei favori ai politici”, rivela. E spuntano i nomi di La Russa, Giorgetti, Romani, Scajola e altri. Intanto il titolo in borsa perde oltre il 6,5 per cento e si profila un cambio al vertice

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Il terremoto ai vertici di Finmeccanica sembra imminente. La holding italiana perde pezzi, scossa come è da quanto emerge dagli interrogatori di Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni istituzionali, indagato per finanziamento illecito ai partiti e autosospesosi dall’incarico che ricopriva nella società. Secondo quanto riportato oggi dai maggiori quotidiani (Corriere della Sera in testa), Borgogni ha subito già tre interrogatori dai magistrati napoletani e un quarto sarebbe stato fissato a presto.

Il potente uomo comunicazione ha deciso di collaborare con i pm di Napoli, titolari dell’inchiesta Finmeccanica sugli appalti esteri ottenuti dal colosso industriale. I verbali di Borgogni sono stati poi trasmessi anche ai magistrati romani che indagano sugli appalti delle società controllate da Finmeccanica e dall’Enav. Che cosa racconta Borgogni? Racconta di essere “il collettore di rapporti con i politici” per conto di Finmeccanica. “Mi sono sempre occupato – dice – di trasferire le loro richieste alle società del Gruppo. Nomine, assunzioni, appalti. Sono in grado di ricostruire – continua – quanto è accaduto negli ultimi anni”. E quale sarebbe la rete di interessi legati a nomine dettate dai partiti? Borgogni parla di tutti gli schieramenti, dalla destra alla sinistra, passando per il centro.

Il manager avrebbe rivelato agli inquirenti il funzionamento del sistema di spartizione delle poltrone nel Cda di Finmneccanica. Nomine di precisa espressione politica. Come quelle di Piergiorgio Alberti, espressione dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola; Nicola Squillace referente dell’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa; Franco Bonferroni come espressione dell’Udc e, infine, Dario Galli della Lega Nord. Ma le cronache di oggi, riportano anche i nomi di Carlo Giovanardi e Gianni Letta. L’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio di ministri – racconta Borgogni – avrebbe indicato i nomi da inserire ai vertici di alcune controllate di Finmeccanica per conto dello stesso Giovanardi. Ma spuntano anche i nomi di candidati avanzati da Giancarlo Giorgetti della Lega. E in un appunto si menzionano Paolo Romani e l’ex consigliere di Tremonti, Marco Milanese.

Solo ieri sera a Report, il presidente Guargaglini dichiarava: “Io escludo di aver mai dato autorizzazioni del genere e non ne sono mai venuto a conoscenza”. Secondo quanto riportato dal quotidiano di via Solferino, Borgogni aggiunge che sui contratti stipulati in questa gestione di “aver agito d’accordo con il presidente Pier Francesco Guarguaglini, del quale sono uno dei collaboratori più stretti”.

L’11 gennaio scorso, Borgogni era stato sentito dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, presenti anche i magistrati Paolo Ielo, Rodolfo Sabelli e Giovanni Bombardieri e aveva ammesso di avere incassato milioni di euro da società che lavorano con Finmeccanica fino ad accumulare 5,6 milioni di euro su un conto londinese, dopo averli ‘ripuliti’ con lo scudo fiscale appena in tempo per potere dichiarare con tono offeso ai giornalisti: “Non ho conti all’estero”.

Intanto il titolo Finmeccanica sente la pressione. A Piazza Affari a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni, il titolo cedeva il 3,92% a 3,86 euro, per poi chiudere a -6.6%. Insistenti le voci su una convocazione straordinaria di un Cda già nei prossimi giorni. Non viene escluso che il presidente, Pier Francesco Guarguaglini, possa dare le dimissioni. I primi a esprimersi sono gli analisti finanziari di Intermonte: “Riteniamo che le dimissioni di Guarguaglini possano essere positivamente accolte dal mercato perché sarebbero un ulteriore segnale di cambiamento nella società”, dichiarano in una nota.

Guarguaglini è indagato per frode mentre sua moglie, Marina Grossi, amministratore delegato della controllata sempre da Finmeccanica Selex Sistemi integrati, è accusata di frode e corruzione. Ci si aspettava un braccio di ferro oggi tra Giuseppe Orsi, ad di Finmeccanica, e Guarguaglini stesso al consiglio di amministrazione della controllata Selex Sistemi Integrati, epicentro dello scandalo Enav-Finmeccanica, con Orsi a chiedere “la testa” dell’ad Grossi, ma dopo una lunga riunione Marina Grossi resta alla guida della società.

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Prese 5 milioni e li ripulì con lo scudo fiscale. Borgogni si autosospende da Finmeccanica

Nei verbali le ammissioni: i pm di Roma ricostruiscono il giro di tangenti, soldi e favori per i politici. Nelle carte dell’inchiesta anche Matteoli, Brancher e il nome di Tremonti

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Il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, ha deciso di autosospendersi. Ha preferito lasciare l’incarico, dopo aver letto il verbale che il Fatto Quotidiano ha pubblicato oggi. Evitando l’intervento del ministro del Tesoro ad interim Mario Monti, in qualità di primo azionista del gruppo Finmeccanica. Rimane invece al suo posto Pierfrancesco Guarguaglini, capo di Borgogni. Il responsabile delle relazioni istituzionali della terza società europea nella difesa non può essere un signore come Borgogni. Non perché i pm vogliono arrestarlo, ma per quello che lui stesso ha ammesso. L’11 gennaio scorso Borgogni si è fatto sentire spontaneamente nell’ufficio del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Alla presenza dei pm Paolo Ielo, Rodolfo Sabelli e Giovanni Bombardieri, ha ammesso di avere incassato milioni di euro da società che lavorano con Finmeccanica fino ad accumulare ben 5, 6 milioni di euro su un conto londinese, dopo averli ripuliti con lo scudo fiscale appena in tempo per potere dichiarare con tono offeso ai giornalisti: “Non ho conti all’estero”.

Nel verbale inizialmente secretato, Borgogni racconta di avere incassato 2 milioni da Italbrokers, gruppo assicurativo controllato da Franco Lazzarini, vicino al mondo dalemiano; altri 2 milioni dall’ex presidente del Siena calcio, Giovanni Lombardi Stronati, che la Procura di Roma vuole arrestare (si aspetta la Cassazione) per un’altra vicenda di bancarotta. E poi affari milionari con Daniele Santucci e con il presidente dell’Enav, Luigi Martini e altri ancora con Sergio Felici, che in passato spuntava negli affari familiari dell’ex moglie di Fini, Daniela Di Sotto. Il verbale di Borgogni inizia così: “Il potere in Finmeccanica è concentrato nelle mani del presidente che lo ha redistribuito tra i suoi collaboratori. Vi sono quattro figure fondamentali (…) io mi occupo delle relazioni esterne curando l’attività di quattro direzioni: ufficio di Washington, eventi di gruppo, direzione affari istituzionali, direzione rapporti affari internazionali istituzionali”.

Poi Borgogni comincia a parlare dei suoi soldi: “Quando arrivai in Finmeccanica, fui contattato da un broker assicurativo (ltalbroker) che, in cambio del mantenimento della copertura assicurativa che aveva in Finmeccanica, mi riconobbe un compenso, dapprima versatomi attraverso il conferimento di una partecipazione nella società, e quindi in denaro: la somma liquida versatami ammonta a euro 2 milioni”. “Negli anni 2005-2006 Finmeccanica Group Service (società che si occupa delle operazioni immobiliari per tutto il gruppo guidato da Guarguaglini, ndr) mette in vendita due siti industriali in Milano. Io presentai la società Credsec (Credit Securitization Lcc, già indagata da Henry John Woodcock nel 2003 in una vicenda di corruzione, finita con un’assoluzione a Roma) di Lombardi Stronati, la quale mi riconobbe un compenso di due milioni di euro”. “Renco… attraverso una selezione ottenne una commessa per alcuni lavori da realizzare in Libia. Il valore dell’appalto era di 13-14 milioni di euro… Voglio precisare che io non ho ricevuto mai nulla da Renco. L’unico mio rapporto personale è consistito in un piccolo investimento nella società Renco Health Care da parte delle mie due figlie, per due quote di euro 5 mila ciascuna, risalente al maggio 2007, epoca di presentazione della Renco al mondo Finmeccanica”.

“Su richiesta di Martini (presidente Enav, ex parlamentare An ed ex calciatore, ndr), feci assumere la figlia di Ilario Flore-sta (consigliere di amministrazione Enav, ex parlamentare di Forza Italia) che ne aveva fatto richiesta al Martini, in una delle società del gruppo Finmeccanica (luglio 2010)… con il presidente dell’Enav Martini, nel 2003 costituii la società Sgi Consulting con la signora Casadio (moglie di Martini) e Sergio Felici con tre quote uguali. La società è rimasta sempre inattiva ed è stata liquidata nel 2005. Nell’ottobre 2003 costituii con la moglie di Martini un’altra società, la C & L rimasta anch’essa sempre inattiva; inoltre, intorno all’anno 2006 Bocciarelli, direttore generale di Simav, si proponeva di promuovere un rilancio della società… fu così che mi interessai, insieme con Martini, della cessione della quota dell’ 80 per cento della società a Daniele Santucci (socio del figlio di Claudio Scajola, Piercarlo, in altre attività energetiche, ndr) dell’Aipa (società concessionaria della pubblicità in diversi comuni); quando dopo qualche anno, Santucci cedette la partecipazione alla Siram Italia (società di servizi energetici, ndr) maturò una plusvalenza di diverse decine di milioni di euro; ritenne quindi di riconoscere un premio a me e a Martini. Io ricevetti due versamenti, di 600 mila e 650 mila euro. L’intera somma è stata da me recentemente fatta oggetto di scudo fiscale”.

Per comprendere meglio i rapporti tra la Simav di Santucci e Finmeccanica Group Services, Fgs, e la generosità verso Borgogni, è utile leggere il sito del gruppo: “Nel 2006, Fgs ha siglato un Msa (accordo quadro) con il partner di Simav, con l’obiettivo di definire il perimetro di riferimento del Global Service… Nel 2008, a seguito dell’acquisizione di Simav da parte del Gruppo Veolia, Fgs ha esteso il perimetro oggetto del Msa attraverso un addendum che disciplina i nuovi servizi offerti”.

“A questo punto intendo inoltre riferire di tutte le somme finanziarie fatte oggetto di tale scudo: l’importo complessivo ammonta a 5 milioni e 600 mila euro (somma scudata formalmente da mia moglie e depositata originariamente su un conto di Londra). Quell’importo deriva oltre che da quanto ho già riferito da ulteriori operazioni… nell’anno 2000 aprii un conto bancario in Svizzera… lavoravo in Fincantieri e promossi in Venezia il consorzio Ancv ricevendone un compenso complessivo di 1 milione e 500 mila euro a fronte di una commessa di sei navi da crociera. La somma complessiva versata sul conto svizzero è superiore a quello oggetto di scudo fiscale a causa di alcune minusvalenze per investimenti non andati a buon fine… la Auxilium era di Luca Mastroianni ma la persona che si rivolgeva spesso a me era però l’onorevole Vincenzo Angeloni (ex An e Fi, ndr), un medico che io conoscevo bene e che aveva un rapporto diretto con l’ing. Marina Grossi (moglie di Guarguaglini e amministratore di Selex, ndr), di cui era anche il dentista di fiducia… “Non c’era quindi alcun bisogno che io intercedessi per Auxilium presso la Grossi… io ho ricevuto da Auxilium la somma di 150 mila euro, quale compenso per una consulenza prestata nel 2009, che riguardava un accordo quadro sui posti di lavoro con Elsag (società del gruppo, ndr) tale somma fu da me dichiarata nello scudo fiscale… Faccio presente che quando ho rilasciato a Finmeccanica la dichiarazione secondo cui non avevo conti all’estero, effettivamente non avevo più i conti di cui ho parlato”.

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