FINCO, si ai pedaggi su raccordi Anas

4 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – FINCO si esprime con sostanziale favore rispetto a quanto previsto nel Decreto Legge n.78 sulla manovra economica 2011-12 recentemente approvato, in particolare, sulla proposta di fare assistere da pedaggio i più importanti svincoli Anas che immettono in vario modo su itinerari autostradali. “La misura – ha dichiarato la Dr.ssa Gabriella Gherardi (Vice Presidente FINCO) – appare ineludibile anche avuto riguardo all’entrata in vigore entro fine anno della Direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza delle strade transnazionali, che comporterà un severo sistema di ispezioni su questa tipologia di strade”. “Tuttavia – ha aggiunto la Dr.ssa Gherardi – la decisione potrà dirsi socialmente digeribile e l’operazione nel suo complesso potrà avere un significato solo se i proventi così realizzati da Anas verranno, come precisa il decreto, destinati alla gestione ed alla manutenzione straordinaria delle tratte amministrate: così, infatti, il sacrificio degli utenti si trasformerebbe in un vantaggio sociale in termini di maggiore sicurezza dei percorsi quanto a messa a norma e manutenzione programmata”. “Se ciò non fosse – ha tenuto a precisare la Vice Presidente FINCO – il sacrificio dei cittadini diverrebbe insostenibile perché non accompagnato da un equivalente sollievo sociale in termini di maggior sicurezza per tutta la collettività che transita sulle tratte neopedaggiate”. “La manutenzione delle strade – ha proseguito la Dr.ssa Gherardi – non può essere spesata con le Finanziarie, ma occorre che il finanziamento avvenga in maniera programmata ed a fabbisogno, non a semplice rottura. In questi limiti, che peraltro il testo del decreto ben evidenza, la revisione ci appare equilibrata e tale da essere sostenuta non solo dagli addetti ai lavori, ma anche da tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza del viaggiare su strada (associazione vittime della strada, consumatori ecc.).” Con l’occasione, FINCO chiede che si torni a considerare seriamente l’ipotesi di prevedere la patrimonializzazione della rete stradale sia nazionale che locale e, a partire da questi valori, dare una espressione economica compatibile ai fabbisogni manutentivi.