Fincantieri, Francia si riappropria di Stx. Bono: “Pazienza finita”

27 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Una battaglia navale vera e propria è quella aperta tra Roma e Parigi in merito al caso Fincantieri-Stx. Dopo gli accordi con il precedente presidente Hollande, ora Macron cambia idea e opta per la soluzione della nazionalizzazione temporanea che sbarrerebbe la strada al gruppo italiano. Si apre di fatto una crisi diplomatica con Roma. L’obiettivo finale del governo Francese sembra quello di un controllo condiviso a metà con gli italiani.

Ricapitolando i fatti brevemente, i cantieri francesi erano stati regolarmente acquisiti da Fincantieri dopo una lunga trattativa.  Il gruppo aveva infatti acquistato all’asta presentando l’unica offerta degna di aggiudicazione i cantieri francesi Stx e sotto la presidenza Hollande si era giunti a un accordo che dava agli italiani il controllo in toto del gruppo transalpino con il 66,7%. L’avvento di Emmanuel Macron come nuovo inquilino dell’Eliseo ha cambiato le carte in tavola.

Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Marie, ha chiesto al gruppo italiano un controllo a metà dei cantieri transalpini, un 50 e 50. In cambio Parigi avrebbe stretto un’intesa allargata con Roma su altri campi anche quelli militari. Una controproposta che non è piaciuta a Roma. Il nostro ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha sottolineato come l’accordo siglato sotto Hollande era diverso.

Su Stx siamo stati chiari fin dal principio. Il precedente governo ha chiesto a Fincantieri di interessarsi, e Fincantieri lo ha fatto con un progetto industriale solido che ha alcune condizioni fondamentali. Non abbiamo nessuna intenzione di andare avanti se queste condizioni non ci sono.

Fa eco alle parole di Calenda il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.

Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ascoltare le esigenze del nuovo governo, ma non c’è nessun motivo per cui Fincantieri debba rinunciare alla maggioranza e al controllo della società francese.

Giuseppe Bono, amministratore delegato del gruppo italiano, prendendo atto della situazione ha puntato il dito contro i francesi.

La pazienza è finita. Non siamo meno dei coreani (ndr: la precedente proprietà dei cantieri di Saint-Nazaire era della Corea del Sud)  Noi non abbiamo bisogno di Stx.

Se Roma non accetterà l’offerta presentata dalla Francia su un assetto al 50% per entrambi i paesi, Parigi sarà pronta ad una nazionalizzazione temporanea e lo Stato francese eserciterà il suo diritto di prelazione. Questo l’ultimatum dell’Eliseo. Non resta che attendere sabato quando  Parigi dovrà scegliere se permettere a Fincantieri di entrare in Stx o mettere in atto la nazionalizzazione.

Il titolo Fincantieri continua a pagare caro in Borsa gli ultimi sviluppi sfavorevoli e dopo il tracollo di ieri al momento a fine mattina a Piazza Affari cede il 3,5% circa a 0,9255 euro.