FINANZA: NUVOLOSITA’ DIFFUSA, NUOVI TEMPORALI

20 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – La novità del 2010 sarà una «cosa» chiamata «selezione». Assisteremo ad una tremenda selezione tra le imprese perché con i mercati asfittici, con le banche che non erogano credito, con i costi sempre difficilissimi da comprimere, vincerà solo chi sarà molto ben equipaggiato.

Vinceranno le aziende in grado di competere a livello internazionale perché a fronte a un´Europa e a un Nord America che fanno ancora fatica a riprendersi, Asia e Sud America stanno continuando a crescere senza soste. E chi è posizionato – con stabilimenti o con clienti – in quei paesi ha molte più possibilità di uscire dalla crisi più forte di prima.

A Bologna, ad esempio, ci sono aziende che hanno ridimensionato fabbriche in loco, ma che contemporaneamente hanno avuto il coraggio di aprire produzioni in Vietnam, in Cina o in India. Produzioni che, dopo pochi mesi, già bilanciano buona parte dei cali del fatturato europeo. Per cui tra i primi vincitori ci sono coloro che hanno avuto il coraggio di guardare fuori casa.

La seconda categoria di imprese che uscirà vincitrice è quella di chi ha contratto pochi debiti, in pratica di chi ha fatto il passo della lunghezza della gamba negli anni in cui le banche arrivavano quasi ad obbligare le imprese ad indebitarsi. Oggi le banche non danno più soldi alle imprese, anzi li tolgono, dove possibile. Per cui chi non ha bisogno delle banche è certamente favorito. Molte aziende solide finanziariamente sono chiamate da banche, avvocati e consulenti per salvare le loro concorrenti indebitate, altre sono spinte a rilevare società di proprietà di quei private equity che le avevano indebitate a livelli inaccettabili. E che ora non riescono più a far fronte ai debiti.

Anche tra le banche pertanto ci sarà una forte selezione perché ben presto, analizzandone i bilanci, vedremo chi ha esagerato con l´acquisition financing, con le operazioni a forte leva finanziaria, con le operazioni garantite da titoli azionari che oggi hanno un valore assai ridimensionato. Ed infatti mentre nel corso del 2009 tutti abbiamo guardato all´esposizione sui sub prime, sui titoli tossici e più recentemente sulle carte di credito, nei prossimi mesi non potremo non andare a vedere chi è fortemente esposto con il private equity, le operazioni a forte leva e, peggio del peggio, chi addirittura ha voluto entrare nel capitale di società molto indebitate. Il bubbone, nei bilanci di alcune banche, si preannuncia molto corposo.

Con la conseguenza che tali banche dovranno fare forti svalutazioni. Andando così ad indebolire ulteriormente bilanci già non certo floridi e che saranno costrette a rafforzare con continui aumenti di capitale, sempre più a sconto. Le banche che invece hanno prestato soldi solo a clienti robusti usciranno ben più forti, si porranno come soggetti aggregatori e su di esse le banche centrali costruiranno la futura architettura del sistema, quella del dopo crisi.

La terza selezione sarà proprio nel settore dei fondi e delle finanziarie di investimento. Cioè quel settore che, se lo si studia sui manuali, dovrebbe essere il motore principale dello sviluppo. Grazie a simili investitori infatti le società più promettenti e meritevoli erano in grado di reperire capitali, di andare più rapidamente in borsa, effettuare ulteriori acquisizioni.

Peccato che la maggior parte degli operatori del private equity si sia ubriacata di superficialità, di protagonismo e di faciloneria. E così oggi centinaia di società sono sull´orlo del fallimento. Un recente studio del Boston Consulting Group sostiene che almeno il 50 per cento degli operatori (cioè la metà!) del private equity è a rischio di chiusura e che migliaia di aziende nel mondo saranno presto senza padroni e senza soldi. Anche qui invece trionferanno gli operatori che sono stati più prudenti, che non hanno consigliato operazioni troppo a rischio, che non hanno partecipato a quei superleverage che stanno saltando come birilli. Insomma, cash is king, si sente dire sempre più spesso. Chi ha i soldi stravincerà: è cominciata la selezione.

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