Finanza ha spodestato politica, allargando gap tra ricchi e poveri

6 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “La politica è sempre più assente e la finanza ha colmato tutti i vuoti, accaparrandosi i migliori cervelli, ma anche alimentando un sistema che a ogni passo aumenta il divario tra ricchi e poveri, incentivando le rendite e distruggendo la classe media. I grandi regolatori hanno evitato il peggio, ma non il male, che è destinato a crescere”. L’accusa – ripresa dal quotidiano on line Linkista – arriva da Guido Maria Brera, cofondatore e ceo della società di gestione del risparmio, Kairos.

In questo quadro non fa eccezione l’Italia. Brera punta il dito contro la legge sul prestito vitalizio ipotecario, attualmente in discussione in Parlamento definita “una delle più infami che siano state fatte. E l’ha fatta il Pd, assieme all’Abi, l’associazione delle banche italiane”. Quello che succede è che «se hai più di 60 anni, ti puoi finanziare in pegno: la banca ti finanzia un quinto della casa e quando muori i tuoi parenti pagheranno con gli interessi. Se i tuoi parenti non ce la fanno, la casa andrà all’asta. Quello che succederà è arriveranno i fondi immobiliari e rastrelleranno tutto, come hanno già fatto a Londra e Parigi».

Non meno preoccupante il capitolo delle sofferenze bancarie, considerato “il vero business: i grandi fondi esteri sono interessati alle sofferenze italiane, è un’operazione di sciacallaggio. È compito della politica dire che ci sono alcune cose che non si possono toccare, come la prima casa o parte di aziende”. (mt)