FINALMENTE QUALCUNO
CRITICA FAZIO

8 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

Duro attacco della Commissione europea alla Banca d’Italia. In una lettera il Commissario europeo al Mercato interno Charlie McCreevy ha chiesto al governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio «chiarimenti» sulla posizione dell’istituto riguardo alle regole del mercato interno.

LA LETTERA – Le autorità nazionali non hanno il diritto di «negare l’autorizzazione all’acquisto di un pacchetto di maggioranza» del capitale di una banca «solo in base alla nazionalità» dell’acquirente del pacchetto si legge nella lettera . «Ostacoli inappropriati o illegali al consolidamento del settore bancario» si legge in un altro passaggio « potrebbero ostacolare la crescita economica sia a livello nazionale che a livello europeo».

LE ACCUSE – La Commissione europea, se necessario, «non ha paura a intraprendere un’azione contro l’Italia sull’apertura del mercato bancario» ha spiegato il portavoce del commissario Ue al Mercato interno commentando la decisione di Bruxelles di inviare una missiva al governatore della Banca d’Italia. Il portavoce ha sottolineato che «aspettiamo una risposta dall’Italia entro un le prossime settimane, più o meno entro un mese».
Come indicato nei giorni scorsi dalla stampa internazionale, alcuni istituti di credito europei avrebbero fatto pressioni sul commissario al mercato interno McCreevy affinchè la Commissione Europea accertasse la chiusura da parte di Roma nei confronti di possibili fusioni e acquisizioni bancarie transnazionali in Italia.

LA REPLICA DI BANKITALIA – Nessuna risposta ufficiale al momento da parte di via Nazionale alla lettera giunta da Bruxelles. La Banca d’Italia risponderà infatti alla lettera del commissario Ue attraverso i canali istituzionali. Fonti della Banca d’Italia affermano di aver appreso dell’esistenza della lettera della agenzie di stampa. Una volta pervenuta, sottolineano le fonti, si provvederà a rispondere attraverso corretti canali istituzionali.

LA POSIZIONE DI SINISCALCO – Sulla vicenda è poi intervenuto anche il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per il quale «La questione dell’apertura del mercato bancario europeo è già stata sollevata nell’ultimo consiglio Ecofin alla colazione informale e già in quell’occasione ho avuto modo di dire che senz’altro l’Italia non ha alcun atteggiamento protezionista, ma è semplicemente attenta alla reciprocità di apertura dei mercati di altri Paesi».

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Pubblichiamo di seguito il testo della lettera trasmesso dal commissario Ue per il Mercato Interno Charlie McCreevy al governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e per conoscenza anche al ministro dell’Economia Domenico Siniscalco. Il testo che segue è una traduzione da un documento originale scritto in inglese.

“Caro signor Fazio, Le scrivo per manifestare le mie preoccupazioni riguardo a quanto viene riportato in merito alla posizione della Banca d’Italia sulle partecipazioni straniere nel settore bancario italiano.

Come sa, l’attuale legislazione europea dà alle autorità di vigilanza la possibilità di porre un veto all’idoneità di persone fisiche o giuridiche che intendano acquisire una partecipazione rilevante o di controllo in una banca.

In base all’articolo 16 della “Codified Banking Directive” (2000/12/EC), è chiaro che questo processo di valutazione è finalizzato solo a salvaguardare una “sana e prudente gestione” della banca.

La legge comunitaria in questo settore, e lo stesso Trattato di Roma, non conferisce alle autorità di vigilanza la possibilità di negare l’autorizzazione ad acquisire una quota rilevante unicamente in base alla nazionalità dell’acquirente.

Come quindi potrà comprendere, sono preoccupato che le notizie pubblicate sulla stampa nelle ultime settimane possano mal rappresentare la posizione ufficiale della Banca d’Italia.

Queste notizie mandano segnali certamente negativi ai mercati, in un momento in cui la Commissione e il Consiglio si stanno sforzando di promuovere la competitività dell’economia dell’Unione, in linea con l’ambiziosa agenda di riforme economiche messa a punto a Lisbona.

E sono certo che Lei concorderà sul fatto che un sistema bancario efficiente sia un presupposto essenziale per migliorare la performance economica dell’Unione.

Barriere inappropriate o illegali al consolidamento bancario potrebbero ostacolare la performance economica a livello sia domestico sia europeo.

Sarei quindi molto grato se Lei correggesse l’impressione generata da recenti articoli di stampa in modo da assicurare agli attori di mercato che le autorità italiane non mantengono nessun ostacolo indifendibile alla partecipazione straniera nel settore bancario italiano.

Sarà importante per la Banca d’Italia rilasciare una robusta dichiarazione pubblica del proprio impegno a favore di un settore bancario aperto e competitivo, in cui le partecipazioni straniere sono soggette alle stesse procedure di approvazione di quelle nazionali.

Invio per conoscenza questa lettera a Jean-Claude Juncker, presidente dell’Ecofin, a Domenico Siniscalco, ministro italiano dell’Economia e a Pervenche Beres, presidente della commissione agli Affari economici e monetari del Parlamento europeo.

Distinti saluti.

Charlie McCreevy