FILIERA PIRELLI: I COMMENTI DALLE SALE OPERATIVE

18 Febbraio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Nelle sale operative si cerca di capire quali saranno le prossime mosse in casa Pirelli-Telecom. Wall Street Italia ha intervistato alcuni operatori, che ci hanno illustrato la loro strategia senza però svelare il nome della banca d’affari per la quale lavorano.

Pirelli: A detta di tutti, i risultati comunicati la scorsa settimana sono in linea con le attese, anche se il giudizio sul titolo rimane negativo. Gli operatori preferirebbero puntare sulle società operative (come Tim e Telecom Italia) perché sono più facilmente valutabili sulla base dei fondamentali e delle trimestrali, mentre la holding di Bicocca, in particolare, è da tempo al centro di rumors e indiscrezioni sui futuri assetti azionari, senza che vengano presi in esame quelli che sono i dati della società.

Olivetti: La holding di Ivrea sarà, secondo alcuni analisti, il nodo di una serie di operazioni di fusione, dismissione e ricapitalizzazione. Secondo alcune valutazioni sui fondamentali il titolo viaggia a premio del 35% sul Nav (Net asset value). Un premio che ai più appare ingiustificato (il 18%, secondo alcuni, sarebbe “fair”). Confrontatando il prezzo del titolo con quello di Telecom Italia emerge che il farir value di Olivetti dovrebbe essere di €0,71.

Telecom Italia: in attesa della decisione sulle tariffe per la connessione all’ultimo miglio, il titolo viene considerato “a buon mercato”, e quindi suscettibile di crescita nei prossimi mesi. Secondo le principali banche d’affari il fair value del titolo si aggira intorno ai €9, con un appeal speculativo decisamente superiore agli altri titoli della scuderia, anche perché le indiscrezioni sul possibile accorciamento della filiera di controllo non riguardano espressamente l’ex monopolista di telefonia fissa.

Tim: lo stesso discorso vale per questo titolo. L’azione della controllata Telecom di telefonia mobile si è confermata, in questi mesi, uno delle migliori del Mib30, perché unisce alcune caratteristiche difensive alle peculiarità dei Tmt. Inoltre può contare su una serie di competitor inferiori rispetto a Telecom Italia, e anche l’ingresso di H3G nel panorama delle compagnie di telefonia mobile non sembra aver turbato più di tanto gli equilibri del settore.

Seat Pagine Gialle: sebbene sia cresciuto molto rispetto a diversi target fissati dalle principali banche d’affari il titolo non convince tutti, anche perché pesano le incognite sulla ventilata cessione di alcune directories. Dal punto di vista dei fondamentali si sottolinea come i risultati della società siano leggermente superiori alle stime degli analisti, ma qualcuno nota anche che i target di crescita per i prossimo 3 anni devono essere ritoccati al ribasso a causa della crescita di alcune directorie (come Internet) che potrebbero essere inferiori a quanto stimato dalla società. A questo va aggiunto che il titolo tratta a multipli superiori rispetto agli altri competitors europei (12 volte l’Ebidta rispetto al 6,6x di Eniro, che appare decisamente sottovalutata).

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