FIDEURAM, CONTINUA L’ EMORRAGIA DEI MANAGER

20 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

Continua l´emorragia di top manager da Banca Fideuram. Nel fine settimana è stata la volta di Luciano Ciapi, uno dei sei area-manager della banca e tra quelli che controllavano le forse più importanti (il Lazio, ma anche la Toscana, l´Umbria e le Marche, cioè grosso modo il 20% delle masse gestite da Fideuram).
Ciapi ha lasciato il campo dopo settimane di rumors che lo davano in uscita (e senza che, finora, il magistrato abbia concluso in una direzione o in un´altra l´inchiesta partita proprio dalla Toscana sull´operato di alcuni promotori).

Prima di lui, era stata la volta di Ruini, un altro degli area manager, di Motta, il direttore generale della Sanpaolo Invest (controllata al 100% da Banca Fideuram), di Manera, responsabile dell´Italia centrale sempre per Sanpaolo Invest, e infine di Panizza e della Petrucci, rispettivamente responsabili della pianificazione e del marketing per la Fideuram.

Non solo. Qualche giorno fa ha lasciato la struttura anche un altro top manager, il presidente della Sanpaolo Invest Antonio Spallanzani. Giunto alla fine del suo secondo mandato, Spallanzani è stato sostituito da Cesare Imbriani, professore di Economia Politica alla Sapienza e, si dice, grande amico del governatore. Per Spallanzani, da molti anni nel gruppo e da tempo anche alla guida di Assoreti, è arrivato invece un brusco saluto da parte della banca che gli osservatori non si spiegano, visto lo standing e la grande serenità del personaggio, conservata anche negli ultimi convulsi mesi che hanno seguito il doppio abbandono di Ugo Ruffolo prima e, subito dopo, di Mario Cuccia.

Adesso, per Banca Fideuram, comincia il vero conto alla rovescia. Finora infatti sono andate via le teste pensanti della banca, ma la rete nel suo complesso è rimasta ferma; in attesa, si diceva, del nuovo piano industriale. Ora, dopo il piano e dopo i più recenti abbandoni, si tratterà di vedere cosa faranno i promotori, se resteranno al loro posto o se seguiranno i loro referenti. In questo secondo caso, per la banca-rete diretta da Pontolillo e Rosnati potrebbero venire tempi difficili.