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FIAT: SELL MASSICCI (-6,4%) DOPO UN REPORT DI MERRILL

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Giornata di passione in Borsa per Fiat, colpita da un inatteso e duro report della banca d’affari statunitense Merrill Lynch, che ha drasticamente peggiorato il giudizio sul titolo e ha tagliato il prezzo obiettivo da 15 a 10 euro. Risultato: Fiat in Piazza Affari è scesa sotto la soglia degli 11 euro, cedendo il 6,47% finale a quota 10,63. Piuttosto elevato il livello degli scambi, almeno per la stagione estiva di Piazza Affari: in una sola seduta sono passate di mano oltre 48 milioni di azioni, pari al 4,4% del capitale.

“Non c’é allarme su Fiat – afferma un analista di Borsa che segue da vicino il titolo – anche perché siamo di fronte a tanta speculazione e non ci risulta un intervento di fondi o di altri soggetti”. Il problema è che gli analisti di Merrill Lynch su Fiat ci sono andati con la mano davvero pesante. Affermano infatti che nel secondo semestre dell’anno sta crescendo il rischio di un taglio per gli utili del gruppo e che le previsioni espresse dal vertice Fiat per il 2009 “sembrano ottimistiche rispetto alle attuali condizioni macroeconomiche”.

Meno di un mese fa il Lingotto aveva comunicato dati assai migliori delle stime degli analisti internazionali, con un utile per il secondo trimestre dell’anno a quota 646 milioni di euro, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2007. Nel secondo trimestre forti anche i ricavi, aumentati del 12% a quota 17 miliardi, tanto che in una sola giornata il titolo in Borsa era cresciuto di oltre il 13%. In quell’occasione, pur con la contrazione generale dell’economia, erano stati confermati gli obiettivi sia per il 2008 sia per l’anno prossimo.

Per il 2009, in particolare, Fiat prevede ricavi a 65 miliardi di euro e un risultato di gestione compreso tra i 4,3 e i 4,5 miliardi. “Sono due – affermano analisti indipendenti – le cause del pessimismo della banca statunitense: i dati sulle vendite di mezzi agricoli e l’esposizione negli Usa, che si pensava non ci fosse, mentre Fiat risentirebbe della crisi americana attraverso Cnh e Iveco”. “Il giudizio di Merrill Lynch che porta il prezzo obiettivo di Fiat da 15 a 10 euro – aggiunge un altro analista – vale ben poco: sia noi sia gli operatori di mercato siamo ancora influenzati da questi colossi del rating che nell’ultimo periodo hanno preso davvero tante cantonate”.

Certo, anche secondo Fiat il mercato sta faticando: il settore dell’auto in Italia quest’anno dovrebbe registrare una frenata del 15%, mentre nel 2009 tornerebbe a crescere leggermente. Quest’anno l’Europa occidentale sarebbe in discesa del 3% medio, mentre cresce l’Europa orientale (+7%) e il Brasile (+20%), due aree dove il gruppo italiano è ben posizionato. Sul fronte delle alleanze internazionali per il momento si muove poco, dopo qualche contatto soprattutto con Chrysler per il Nord America e l’annuncio che Fiat India è pronta a esportare nell’area asiatica.

Così come è stato sempre smentito l’addio dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, il cui futuribile approdo alla svizzera Ubs fa aumentare l’attenzione tra qualche operatore di Borsa. Anzi, al momento valgono le parole che lo stesso Marchionne scandì durante l’ultima conference call con gli analisti finanziari: “Il momento è quello che è, ma noi siamo strutturati e attrezzati per confermare le nostre previsioni”, afferma Marchionne. (ANSA).