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FIAT PRECIPITA SOTTO IL NOMINALE DI 5 EURO

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(WSI) – «Non è un’ipotesi mia». Così l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha risposto a chi gli chiedeva conto delle indiscrezioni riportate ieri da Finanza & Mercati, secondo le quali il manager intenderebbe proporre alle banche la cancellazione di una parte del prestito convertendo (1-1,5 miliardi) e la rinegoziazione della fetta restante (2-1,5 miliardi).

In effetti, l’ideologo del progetto, che peraltro Marchionne non smentisce, potrebbe non essere l’amministratore delegato, in questo caso semplice ambasciatore di un desiderata che arriva dall’alto. L’ipotesi, comunque, sembra lasciare piuttosto fredde le banche, orientate a rispondere seccamente: «Nessuno sconto». Ieri il presidente di Unicredit, Carlo Salvatori, ha parlato dei contatti con Torino: «Sono cose che vengono seguite a livello operativo. Sicuramente ci sono costanti incontri di aggiornamento».

Anche alla luce di questi summit, gli istituti coinvolti starebbero seriamente ragionando sull’opportunità di convertire il debito in azioni di Mirafiori. Non tanto per salire al timone del gruppo automobilistico e quindi incidere sulla governance della società, quanto per poter intervenire direttamente sulle azioni Fiat con manovre di trading finalizzate a ridurre così la minusvalenza. Intanto il titolo, tra volumi boom (è passato di mano poco meno del 4% del capitale), ha toccato nel corso della giornata il minimo storico scendendo sotto il nominale (5 euro) per poi chiudere a 5,016 euro(-5,02%).

Una vera e propria debacle originata anche dalle indiscrezioni che vogliono General Motors a un passo dal baratro, una situazione che mette a rischio l’incasso dell’ultima tranche che Detroit deve a Fiat per chiudere il dossier put (550 milioni entro metà maggio). E poi il mercato continua a interrogarsi sul perché Fiat abbia posticipato la data dell’assemblea di bilancio che, secondo fonti finanziarie, dovrebbe tenersi tra il 20 e il 30 giugno.

Da un lato il gruppo torinese intende arrivare il più vicino possibile all’accordo con le banche sul convertendo prima di presentarsi agli azionisti; dall’altro l’azienda avrebbe intenzione di predisporre una nuova corporate governance che apra il consiglio d’amministrazione a rappresentanti indipendenti. Ieri si è infine tenuto il consiglio dei soci della Giovanni Agnelli &C Sapa per l’approvazione del progetto di bilancio 2004. Mentre il presidente Fiat, Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito di voler tenere separati i marchi Fiat e Alfa.

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