Fiat: operaio si ribella in Serbia, danneggia auto

28 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

TORINO (WSI) – Un operaio dello stabilimento Fiat di Kragujevac in Serbia scontento del salario e i ritmi di lavoro, ha danneggiato 31 esemplari di 500L in produzione da marzo nell’impianto serbo.

L’episodio é avvenuto durante il turno di notte fra venerdì e sabato scorsi, e il danno arrecato alle vetture è di circa 50 mila euro. Il sindacato serbo ha dichiarato: “Condanniamo l’episodio, ma al tempo stesso va detto che la situazione in fabbrica non è affatto piacevole, con un gran numero di lavoratori sottoposti a forte pressione fisica e psicologica. Si lavora a ritmi infernali e sotto forte stress”. Il sindacato ha sollecitato un’inchiesta, sottolineando una situazione difficile in fabbrica e un’atmosfera di crescente insofferenza nei confronti del management: “Occorre maggiore collaborazione e più attenzione alle condizioni psicologiche degli operai, alle relazioni interne”.

La Borsa ha scommesso sul progetto Fiat per acquistare il 100% di Chrysler e quotare la nuova società a Wall Street. I titoli del Lingotto hanno chiuso con un +4,43% a 5,64 euro, + 3,87% Exor. Al mercato piace l’ipotesi, rilanciata dal Wall Street Journal secondo cui il Lingotto starebbe preparando un’operazione da 20 miliardi di dollari utilizzando un finanziamento bancario. Secondo il quotidiano, sarebbero già stati avviati contatti con alcune banche d’affari come Goldman Sachs, Bank of America e Deutsche Bank e con altri istituti finanziari.

Le prossime settimane potrebbero essere decisive per il futuro del gruppo, ma ancora resta il nodo del prezzo del 41,5% della casa di Detroit, detenuto dal Veba, il fondo pensioni del potente sindacato americano Uaw. Entro giugno la corte del Delaware si pronuncerà sul valore della quota del 3,3% su cui Fiat ha esercitato l’opzione lo scorso anno, una decisione molto attesa perché potrebbe influenzare le trattative per la fetta restante di Chrysler. I contatti si sono intensificati ma le posizioni non sarebbero ancora vicine.

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