FIAT LASCIA GM PUNTA SU PEUGEOT

26 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

La Fiat conta di chiudere in tempi stretti la partita con la GM e pensa già ai francesi della Peugeot e non soltanto a loro.
Subito dopo affronterà il discorso con le banche, anche questo destinato ad essere chiuso ancor prima della scadenza canonica del convertendo fissata sulla carta per il settembre 2005. È quanto sta maturando in questi giorni e di cui si parla al Lingotto e negli ambienti finanziar e industriali.

Sei mesi dopo il suo approdo in Fiat e dopo aver affrontato e in parte avviato a soluzione i problemi interni e più urgenti del gruppo, Sergio Marchionne si è reso conto della necessità di accelerare i tempi verso il reale superamento della crisi del settore auto. Ha capito che deve farlo prima che sia troppo tardi, abbandonando un percorso che col passare dei mesi minaccia di diventare privo di efficacia.

Il futuro di Fiat Auto passa ormai per una collaborazione che non può essere più, se mai lo è stata, quella con il colosso americano di Detroit. È chiaro che il superamento di un´alleanza ormai poco gradita e utile agli stessi interessati, presuppone un divorzio che in qualche misura viene ricercato dai contraenti: gli americani per liberarsi del capestro della put option (la clausola dell´accordo del marzo 2000 che li obbliga, su richiesta del Lingotto, ad acquistare la restante quota di Fiat auto non in loro possesso e che oggi è vicina al 90 per cento); i torinesi per poter recuperare la libertà di contrarre con altri gruppi quelle alleanze produttive e tecnologiche oggi precluse per via del legame con GM.

Non è un percorso facile ma è quello che Marchionne ha davanti e che verosimilmente imboccherà già in occasione dello steering committee del 14 dicembre a Zurigo, preceduto da un incontro con i membri della famiglia Agnelli che siedono nell´Accomandita ai quali riferirà le mosse strategiche previste per i prossimi due mesi. A cominciare, appunto, da quella con GM. La Fiat ha bisogno di intensificare al massimo le collaborazioni e di farlo con imprese con le quali possa sviluppare sinergie meglio che con Detroit. La Peugeot, con la quale esiste una collaudata tradizione di collaborazione, è una di queste imprese ma non è detto che i torinesi non possano aggiungerne altre.

Forse ci pensano già. Tra le tante ipotesi di cui si parla c´è anche una che prende in esame la possibilità di inventarsi forme di alleanze limitate ad alcuni marchi della Fiat, in particolare Alfa Romeo e Lancia. Un´iniziativa che, senza essere il “polo del lusso” di cui si è più volte parlato, consentirebbe a Marchionne di sfruttare al massimo tutte le potenzialità dei marchi che fanno parte del gruppo.

Con interessi e obiettivi diversi, anche per GM lo sganciamento può voler dire un recupero di libertà utile in un momento in cui non ha alcuna intenzione, come più volte dichiarato, di profondere in Fiat risorse finanziarie che in parte deve destinare alla copertura dei fondi pensione e in parte deve mettere in conto per risolvere i problemi della controllata Opel. Adesso tra Torino e Detroit si tratta di trovare un onorevole compromesso per uscire da questo impasse dopodichè si faranno avanti le banche del convertendo che, a quanto sembra di capire, non hanno una linea comune, essendo divise tra chi pensa a rinegoziarlo e chi invece conta di chiuderlo in qualche modo. E comunque entro i prossimi tre mesi.

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