FIAT CEDE ITALENERGIA ALLE BANCHE, EDF IN AGGUATO

13 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Fiat ha deciso: venderà la propria quota di Italenergia, pari al 38,6%, al gruppo di banche creditrici per €1,8 miliardi.

Alla filiera di istituti di credito (San Paolo Imi, IntesaBci e Banca di Roma) andrebbe 14% per circa €600 milioni, mentre il rimanente 24,6% andrebbe in pegno a Citibank in cambio di un prestito di circa €1,1 miliardi, con Fiat che però manterrà l’opzione di poter riprendersi questa quota in caso raggiungesse il pareggio di bilancio entro i prossimi 3 anni.

L’obiettivo del Lingotto è quello di ridurre il proprio maxidebito da €35,6 miliardi, ma in realtà l’operazione nasconde scenari molto complessi.

L’effetto immediato è quello di dare a Edf (Electricte de France), il colosso dell’energia francese in mano all’esecutivo transalpino, il controllo sul consorzio energetico.

Se Fiat non fosse in grado di riscattare l’accordo con Citibank nel 2005 sarebbe Edf a rilevare le azioni, aprendo di fatto un conflitto italo-francese perché il governo, che ancora non si è pronunciato ufficialmente sulla materia, non è disposto a lasciare a una società a partecipazione statale francese il controllo su Italenergia.

Edf controlla il 18% di Italenergia (il restante 43,4 % è controllato al 23,4% dalle banche e al 20% dal finanziere Romain Zaleski) ma ha un diritto di voto limitato al 2%, in base a un accordo con il precedente governo italiano (guidato da Giuliano Amato) all’indomani dell’acquisizione di Italenergia dall’italiana Montedison.

L’ultima parola spetterà comunque alla Consob, la Commissione di vigilanza sulla Borsa, e ad Antonio Fazio, presidente di Bankitalia, che decideranno entro la fine luglio.

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