Fiat: bye bye Italia. Con i dati di ottobre il rischio aumenta

2 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Piazza Affari ha aperto in lieve progresso, con l’indice FTSE/MIB in zona 21.200 pts. Attenzione rivolta oggi a Fiat, in attesa della diffusione alle 18:00 dei dati relativi alle immatricolazioni in Italia di ottobre. In un mercato italiano dell’auto in forte contrazione (-29%), secondo Federauto, il gruppo torinese perde molto più della media (-39,5%).

Secondo Automotive News, un naufragio del progetto Fabbrica Italia spingerebbe il Lingotto ad incrementare la produzione in Polonia e Serbia, nonché a spostare negli Usa la realizzazione della futura berlina compatta nata dalla collaborazione fra Lancia e Chrysler e della Alfa Romeo Giulia.

Focus inoltre su Finmeccanica dopo che, secondo il Sole 24Ore, l’Aeronauticamilitare ha avviato un programma di investimenti da EUR1,2 mld per il rinnovo della flotta di elicotteri che prevede l’acquisto di 22 nuovi velivoliprodotti da Agusta Westland.

Infine, tra le banche, da stampa Intesa Sanpaolo avrebbe presentato un’offerta preliminare ai greci di Eurobank per la maggioranza del gruppo Polbank. La decisione per un’eventualeofferta vincolante dovrebbe essere presa al consiglio
di gestione del 9novembre.

Risanamento (EUR0,276): secondo il Sole24Ore, l’ultimo appoggiodel sistema bancario alla cordata che ha rilevato l’ex area Falck è arrivato dal Banco Popolare che ha erogato un finanziamento daEUR17,0 mln. A garanzia è stata data in pegno l’intera quota di Davide Bizzi in Sesto Immobiliare Holding.

Telecom Italia (EUR1,092): l’AD ha detto in un’intervista al giornale brasiliano Estado de S.Paulo che in Brasile Tim andrà avanti da solasenza bisogno di nuovi apporti e senza cambiamenti di assetto azionario.

MACROECONOMIA

Sul fronte macroeconomico la giornata si focalizza sulle indicazioni in arrivo dal settore manifatturiero, con gli indici Pmi di ottobre per la Zona Euro e le principali economie continentali. Dati importanti nella settimana del meeting Bce, con Francoforte che, a differenza delle altre maggiori banche centrali, è indirizzata su un percorso di lenta ma progressiva rimozione delle condizioni straordinarie di liquidità. Le attese sono per un indice Pmi stabile a 52,6 pts per l’Italia e in rialzo a 54,1pts dai 53,7 pts di settembre per la Zona Euro, ad indicare un settore manifatturiero in espansione.

In Australia, rialzo a sorpresa per i tassi di interesse. La banca centrale del paese ha infatti alzato il costo del denaro di un quarto di punto al 4,75%, il livello più alto da due anni. L’istituto ha spiegato che una moderata restrizione monetaria si rende necessaria come misura preventiva contro l’inflazione. Tra ottobre 2009 e maggio 2010 i tassi australiani sono già stati incrementati di 150 bp.

In Giappone, dalle minute dell’ultimo incontro della banca centrale emerge la posizione di acuni consiglieri secondo cui è utile non porre un tetto agli acquisti di titoli di stato giapponesinell’ambito del programma di acquisto bond della BOJ. La banca centreale si riunirà il 4 e il 5 novembre, subito dopo il meeting Fed, per approntare in maniera rapida misure a quelle adottate in Usa.

CAMBI E COMMODITIES

Mercato valutario dominato dall’attesa per il meeting Fed di oggi e domani che porterà, con ogni probabilità, all’annuncio della nuova tornata di misure di’allentamento quantitativo’ da parte della banca centrale americana. Se gli acquisti di bond della Fed saranno inferiori ai USD500,0 mld si prevede un dollaro forte nel breve termine, anche se sospetto che il biglietto verde rimarrà sotto pressione sull’aspettativa che la Fed, alla fine, espanderà ulteriormente il programma di acquisti.

Intanto si segnala il netto apprezzamento del dollaro australiano a seguito del rialzo a sorpresa del costo del denaro di un quarto di punto al 4,75% da parte della banca centrale australiana. Poco variato invece il cambio dollaro-yen, a 80,60 da 80,47 della precedente chiusura, in vista di un possibile intervento delle autorità giapponesi sul mercato valutario contro lo yen forte.

Sul fronte delle commodities, greggio in risalita questa mattina, anche se è la cautela che domina il mercato in vista dell’esito del meeting Fed che domanipotrebbe portare all’annuncio di nuove misure di stimolo monetario negli Usa. L’attesa limita per ora le possibilità di recupero del mercato, nonostante le dichiarazioni del ministro saudita al-Naimi, secondo cui i consumatori potrebbero reggere tranquillamente quotazioni petrolifere fino ai USD 90,0 al barile.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

Poco variati in apertura i governativi tedeschi. Gli operatori evitano di prendere posizioni definite in attesa di quanto emergerà domani sera dal meeting della Fed che parte oggi. Dato ormai per scontato l’annuncio di un nuovo programma di ‘quantitativeeasing’, gli unici dubbi sembrano riguardare l’ammontare degli acquisti di bond che verranno effettuati dalla banca centrale Usa.
Il mercato sembra scontare in questo momento un programma da USD100,0 mld al mese per cinque mesi, ulteriormente estendibile. Il debito tedesco è reduce dalla seduta positiva di ieri. Gli spread hanno allargato su tutta la periferia, a causa dei rinnovati timori rigurado la situazione dei conti pubblici di alcuni paesi dell’Area.

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