FIAT A 2,35 S&P/MIB A 9300 E TELECOM 0,5:ALMENO QUESTO CE LO RISPARMIERANNO?

6 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Tra i prodotti di investimento più discussi dell’ultimo anno , per l’incredibile numero di barriere saltate , ci sono i Bonus certificates. E adesso che il mercato è nuovamente in picchiata con la volatilità che è tornata a salire in maniera vertiginosa non è certo da biasimare chi crede che sia meglio stare lontani da questo genere di strumenti di investimento che proteggono il capitale e garantiscono un premio di rendimento fisso a condizione che non si verifichi mai quello che tecnicamente viene definito evento knock out ( in caso contrario si perde qualsiasi opzione accessoria e ci si ritrova esposti all’andamento del sottostante come se si fosse investito direttamente sullo stesso) . Tuttavia proprio gli ultimi crolli del mercato hanno creato delle opportunità interessanti: in particolare una decina di nuovi Bonus Cap emessi e quotati di recente sul mercato di Borsa Italiana potrebbero consentire di guadagnare, e bene, anche se il ribasso dovesse proseguire. Vediamo quali.

Un primo certificato da seguire è legato alle performance dell’indice più rappresentativo della zona Euro. Il certificato è un Bonus Cap emesso da Bnp Paribas con scadenza 11 febbraio 2011 , barriera a 1176 punti e Bonus del 20%. Stando ai 1855,95 punti rilevati in chiusura di seduta di giovedì dal Dj Eurostoxx 50, il certificato può contare su un risk buffer ( la distanza dalla barriera) di quasi il 37% al lordo dei dividendi e su un guadagno , dato da una quotazione di mercato di 89,50 euro, pari al 34,08%. In sostanza l’indice dovrebbe perdere oltre 460 punti oltre ai dividendi in 709 giorni per impedire al certificato di rendere un guadagno annualizzato semplice superiore al 17%.

All’indomani della violenta discesa dei principali titoli petroliferi, con Eni e Total in testa, torna a mettersi in evidenza il Bonus Cap sull’indice settoriale Dj Eurostoxx Oil&Gas. Il certificato può contare su un 30% di risk buffer, un margine ancora sufficientemente valido per non far tremare la barriera, e su un 20,64% di rendimento. Il tutto evidentemente assume ancora maggiore rilevanza se si considera la breve durata residua dell’investimento: il certificato scadrà il prossimo 26 ottobre e nella peggiore delle ipotesi ( dalla prospettiva dell’investitore che decidesse di acquistare il certificato) l’indice staccherà solamente 12 punti di dividendi fino alla scadenza. In termini di punti è utile sapere che l’indice ha concluso la seduta di giovedì a 242,63 punti e che la barriera è posizionata a 170,42 punti. Per completare il quadro delle caratteristiche del prodotto, il Bonus è pari al 116,20% e il certificato, dopo aver raggiunto anche i 105 euro, ha subito la marcata flessione del sottostante e quota con una lettera di circa 96 euro.

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Per chi volesse invece sfidare l’Orso italico, capace di far precipitare l’indice S&P/Mib agli ultimi posti della classifica di performance da inizio anno con un -30,51%, ancora Bnp Paribas quota sul Sedex due differenti Bonus Cap con scadenze rispettivamente fissate al 12 febbraio 2010 e 11 febbraio 2011. Il certificato che scadrà fra poco meno di un anno presenta una barriera a 12317,58 punti e pertanto è in pole position per essere travolto dalla ” valanga azzurra”. Allungando di un anno la durata dell’investimento si potrebbe invece puntare sul secondo Bonus Cap che ha la barriera a 9331,50 punti. L’indice S&P/Mib dovrebbe perdere un ulteriore 31% dai valori correnti per andare a rompere la soglia della barriera e impedire al certificato di pagare un premio, che dagli 83,35 euro di quotazione sul mercato, ammonterebbe al 39,17%. E’ doveroso precisare che il calcolo del risk buffer non tiene conto dei dividendi futuri. A tal proposito si consideri che i dividendi potrebbero ridursi significativamente nei prossimi mesi con evidente vantaggio per tutti i certificati con opzioni a barriera.

Passando ai singoli titoli, una scommessa da potersi giocare è un Bonus Cap sul titolo Fiat. La particolare condizione economica in cui versa il titolo del Lingotto non può essere trascurata e pertanto si valuti attentamente la salute del sottostante prima ancora delle caratteristiche del prodotto. Va tuttavia considerato che la scommessa sul futuro di Fiat è di breve termine: il certificato scadrà infatti fra soli cinque mesi e sette giorni, centosessanta giorni in cui Fiat non dovrà mai quotare un livello di 2,34 euro. Se ciò avverrà, ovvero se l’azione quoterà fino alla scadenza un qualsiasi prezzo ma mai i 2,34 euro, alla data di esercizio verranno rimborsati per ogni certificato 110 euro, ossia quasi il 17% in più di quanto quota adesso. E’ doveroso sottolineare che questa proposta non può essere valutata prescindendo dall’elevata volatilità del titolo azionario: tuttavia se si crede che dopo aver perso già il 77% dai massimi delle ultime 52 settimane Fiat non sia in grado di lasciare un ulteriore 41%, questa scommessa potrebbe avere il suo senso.

E un senso ce l’ha senz’altro anche uno dei tre certificati Bonus sul titolo Telecom Italia. Anche in considerazione del taglio del dividendo da 0,08 a 0,05 euro per azione, il Bonus Cap di Bnp Paribas con barriera a 0,50 euro e scadenza fissata all’8 novembre 2010 rappresenta una discreta opportunità da seguire con attenzione. Sulla base dei valori rilevati, il certificato può contare ancora su un risk buffer del 41% e a fronte di un margine di difesa così importante garantisce un upside potenziale del 53% dagli 87 euro di quotazione in lettera.


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