FESTIVAL DELL’ECONOMIA, A TRENTO SI REPLICA

28 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Trento, 28 mag – Dal 30 maggio al 3 giugno torna a Trento il Festival dell’Economia. L’edizione 2007 si presenta ancora più ricca di quella che, l’anno scorso, fece registrare un inatteso e clamoroso successo di pubblico: più appuntamenti distribuiti su cinque giornate, anziché quattro, con incontri, dibattiti, dialoghi accessibili a tutti, dagli studenti agli operatori economici, dai risparmiatori e consumatori ai manager. Si comincia con una lezione magistrale di Partha Dasgupta, docente dell’Università di Cambridge, su ‘Capitale sociale come istituzione economica’. A chiudere il grande appuntamento, con un approfondimento su ‘Il capitale umano nel XXI secolo’, sarà invece il premio Nobel Gary Becker. Per cinque giorni i protagonisti saranno economisti italiani e internazionali fra i migliori, insieme a storici e filosofi, giuristi e antropologi, sociologi e linguisti, giornalisti ed esperti della comunicazione, imprenditori, politici e rappresentanti delle istituzioni. A loro il compito di affrontare le tante facce del tema guida di quest’anno “Capitale umano, capitale sociale”. Osserva Tito Boeri, coordinatore scientifico dell’iniziativa: “La crescita economica di un Paese dipende in gran parte dal suo capitale umano e sociale. Sono beni che il mercato tende a fornire in maniera insufficiente. Un Paese che ha più capitale umano ha, spesso, anche più capitale sociale, da intendersi come la rete informale di relazioni fra persone in grado di valorizzare e perseguire il bene comune. Quando c’è più capitale sociale c’è meno bisogno dello stato e dunque, se il capitale umano genera più capitale sociale, è vero anche l’opposto: più capitale sociale permette di migliorare la quantità e la qualità dell’istruzione. Con l’invecchiamento della popolazione sia il capitale umano che quello sociale diventano più importanti. Entrambi sono ricchezze difficili da misurare. L’economista ha spesso bisogno del sociologo, del politologo, se non dello psicologo e del neurologo, per meglio mettere a fuoco questi concetti e per trovare indicatori adeguati”.