FED & TASSI USA: NON E’ AFFATTO FINITA QUI (2)

31 Gennaio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area Euro sono attesi i dati preliminari dei prezzi al consumo tedeschi e dell’intera area Euro. Ricordiamo che in Germania non saranno pubblicati i dati dei singoli Laender, ma solo il dato finale, in quanto l’intera serie storica sarà ribasata al 2005. Pertanto non è esclusa la possibilità di una variazione del livello dei prezzi dello scorso anno.

Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato, in attesa della riunione della Fed, hanno registrato un rialzo che ha interessato soprattutto la parte a lungo termine della curva, portando il differenziale sul 2-10 anni sopra i 53 pb. Continuano intanto gli interventi dei membri Bce sulla necessità di evitare la spirale prezzi-salari. Ieri il governatore della Banca d’Irlanda, Hurley, ha ribadito che la crescita in area Euro rimane solida, sebbene i rischi restino al ribasso, e che non può essere paragonata all’economia statunitense, confermando la tesi secondo cui la Bce rimane ancora focalizzata sul tema prezzi, escludendo la possibilità di un taglio dei tassi.

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Oggi l’attenzione sarà focalizzata sui prezzi al consumo in area Euro e sui dati statunitensi. Sul decennale la resistenza passa per 4,05%, mentre il supporto a 3,92%. Negli Usa la Fed ha confermato le attese tagliando i tassi di riferimento di 50pb e dichiarandosi pronta ad ulteriori manovre in tal senso in futuro. Le ragioni della manovra della Fed sono state le stesse già indicate dopo il taglio a sorpresa di 75pb di circa una settimana fa: rallentamento del settore immobiliare e del mercato del lavoro, restringimento del credito erogato ad imprese e famiglie ed infine situazione di forte stress dei mercati finanziari.

I più noti Fed watchers Usa cercano oggi di enfatizzare il fatto che i drastici tagli della Fed saranno probabilmente subito cancellati appena risolta la crisi finanziaria, ipotizzando (è il caso di John Berry) la possibilità dell’inizio di una fase di rialzo dei tassi già prima della fine dell’estate. Il nodo del problema appare sempre più legato alla crisi finanziaria, da cui discendono potenziali ripercussioni negative per l’economia in termini principalmente di restringimento del credito, come osservato dalla stessa Fed. Probabilmente la Fed taglierà ancora i tassi almeno fino al 2,5% entro questo semestre nel tentativo di supportare almeno i mutuatari a tasso variabile in difficoltà che in buona parte questo semestre saranno interessati da un aggiornamento della rispettiva rata.

La difficoltà della fase congiunturale in atto sta spingendo il congresso ad un’approvazione molto rapida del piano di stimolo fiscale da 150Mld$: ieri è arrivata l’approvazione della camera cui è seguita quella della commissione del senato prima del passaggio finale in quest’ultimo ramo del parlamento. La manovra potrebbe essere ulteriormente ampliata nel passaggio al senato con benefici ulteriori soprattutto alle imprese.

La gravità della crisi finanziaria è stata testimoniata dalla reazione dei mercati azionari che, dopo una prima reazione positiva, hanno poi chiuso in negativo. E’ infatti arrivata la notizia del taglio del rating da AAA a AA sul quarto assicuratore di bond mondiale (FGIC) da parte di Fitch. Il timore è che la perdita del rating di AAA possa interessare anche gli altri principali attori di tale comparto, con perdite che alcuni analisti hanno stimato in almeno 40Mld$ per l’intero comparto finanziario. Ieri inoltre è arrivata la notizia secondo cui S&P avrebbe messo sotto osservazione il rating su 534$ di Cdo con perdite potenziali di 265Mld$. I tassi decennali sono rimasti stabili al 3,66%. Prossima resistenza a quota 3,71%.

Valute: Dollaro in deprezzamento verso Euro dopo la decisione della Fed. Nel breve la prima resistenza si incontra in area 1,49. Nel frattempo nel corso della notte lo Yen è tornato a deprezzarsi in seguito all’inversione al rialzo dei listini azionari asiatici, dopo l’apprezzamento successivo alla decisione della Fed. Verso Euro la resistenza principale si colloca a 160, mentre verso Dollaro in prossimità di 108.

Materie Prime: lieve rialzo per il prezzo del greggio favorito dal taglio della Fed e dalla debolezza del Dollaro. In ribasso i metalli industriali spinti dal calo del rame (-1,9%). Nel frattempo in Cina la peggiore tempesta di neve degli ultimi 50 anni e numerosi black-out energetici stanno bloccando la produzione di alcuni metalli industriali, come ad esempio l’alluminio e lo zinco. Tra i metalli preziosi nuovo record dell’oro dopo il taglio della Fed. Successivamente il prezzo è calato dello 0,5% in chiusura. Tra gli agricoli ancora un ribasso del grano (-2,3%) dopo che l’Argentina, quarto esportatore mondiale, ha interrotto temporaneamente i limiti sulle esportazioni per il prossimo mese.

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