Fed vede fino a cinque rialzi dei tassi quest’anno

5 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Dopo l’aumento a dicembre del costo del denaro, deciso per la prima volta dal 2006 dalla Federal Reserve guidata da Janet Yellen, nel corso del 2016 i rialzi potranno essere tre o cinque. Ad affermarlo il governatore della Fed di San Francisco, John Williams nel corso di un’intervista all’emittente televisiva Cncb.

Per il numero uno della Fed di San Francisco, l’economia americana gode di una “buona forma” per questo la Fed può concentrarsi sull’outlook di medio termine “e non sugli alti e bassi del mercato”. Per Williams, la Fed oggi “è concentrata sul suo doppio mandato” che preannuncia una crescita nel 2016 del PIL a stelle e strisce del 2-2,5%, mentre il tasso di disoccupazione sarà al di sotto del 5% “soglia a cui si trova attualmente”.

Sulla base di queste considerazioni la Federal Reserve potrà proseguire nella sua “exit strategy”, ossia l’allineamento dei tassi di interesse alle reali condizioni economiche, continuando ad alzare il costo del denaro in maniera costante e graduale. L’unica incertezza per Williams, riguarda l’inflazione, anche se quella sottostante dovrebbe crescere dell’1,5%.

Dice di non nutrire preoccupazioni per il rallentamento dell’economica cinese il numero uno della banca centrale di san Francisco, che lo scorso anno – quello della stretta storica che ha portato il tasso guida in un range tra 0,25 e 0,50% dal minimo storico di 0-0,25% dove si trovava da dicembre 2008 – è stato membro votante del Federal Open market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed. “Sono eventi che fanno parte di un processo in corso”, ha spiegato.

Oltre a John Williams, ha parlato di recente sul rialzo dei tassi di interesse un altro governatore della banca centrale, questa volta di Cleveland, Loretta Mester. Nel corso di un incontro organizzato dall’American Association e della National Association for Business economics, il numero uno della Fed di Cleveland  ha plaudito al rialzo ma ha mostrato comunque prudenza nei passi successivi.

“Sulla base delle prospettive economiche, ho pensato che fosse prudente fare il primo passo sulla strada della progressiva normalizzazione dei tassi d’interesse (…) uno dei vantaggi di un approccio graduale alla normalizzazione è che ci permetterà di ricalibrare la politica nel corso del tempo”.