FED: TASSI A MINIMO STORICO, QUANTO DURERA’?

27 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti stabili sul tratto a due anni e lievemente scesi sul decennale, con un leggero restringimento dello spread 2-10 anni a 208 pb da 210 pb. La situazione greca continua a pesare sullo spread sul decennale Grecia-Germania tornato sopra i 300 pb. Il Fmi in un aggiornamento del World Economic Outlook ha rivisto le stime di crescita dell’area Euro portandole all’1% nel 2010 da 0,3% e 1,6% nel 2011, mentre in Italia quest’anno è attesa una crescita dell’1% da 0,2% ed il prossimo dell’1,3%. Intanto Roubini, professore alla NY University, ha dichiarato di non essere mai stato tanto pessimista per l’unione monetaria come ora. Secondo l’economista infatti, nell’arco di pochi anni, potremmo assistere alla rottura dell’unione monetaria a causa della forte differenza tra paesi core e periferici (come Spagna e Grecia che presentano un elevato deficit/Pil).

Sul fronte macro si è registrato un rialzo dell’indice Ifo tedesco di gennaio che ha visto un recupero sia componente prospettica che di quella corrente. Oggi in Italia è attesa l’asta da 1-1,75 Mld€ del Btp indicizzato 2017 e 2041, mentre in Germania sarà offerto il Bund 2040 fino a 3 Mld€.

Negli Usa i tassi di mercato sono leggermente calati sulla parte a breve complice il calo nel finale delle borse Usa. Il Fmi ha aumentato le stime di crescita globale al 3,9% per il 2010, in rialzo dal 3,1% previsto ad ottobre. Ha però aggiunto che il sistema finanziario globale resta fragile. Il recupero sarà lento e caratterizzato da elevati tassi di disoccupazione e dall’aumento del debito pubblico. Quest’ultimo potrebbe rappresentare un rischio per i mercati globali. I fattori sopra citati contribuiranno a limitare la crescita e, di conseguenza, il rialzo dell’inflazione. Per gli Usa la crescita è attesa al 2,7% dall’1,5% precedentemente stimato. Sul fronte macro ieri la fiducia dei consumatori di gennaio è risultata ben al di sopra delle attese. Oggi sono attesi i dati relativi alle vendite di nuove abitazioni di dicembre, ma soprattutto il comunicato della Fed in tarda serata.

Continuano gli articoli di stampa che citano la possibilità di un cambio del benchmark sui tassi di riferimento. Poiché la Fed è stata effettivamente incapace di controllare i Fed Fund dall’implosione di Lehman Brothers nel settembre 2008, tale benchmark potrebbe essere sostituito dal tasso d’interesse pagato sulle riserve bancarie in eccesso, detenute presso la Fed. Gli operatori presteranno anche molta attenzione alla possibilità che sia modificato l’impegno al mantenimento dei tassi “eccezionalmente bassi per un esteso periodo” ed alla conferma del termine di alcune operazioni straordinarie di supporto alla liquidità a partire dal primo febbraio. Sul decennale governativo supporto a 3,55%, resistenza a 3,65%.

Valute: il cross Euro/Dollaro prosegue il trading range tra il supporto 1,40 e la resistenza 1,42. I dati relativi al Cpi tedesco attesi per oggi ma soprattutto il comunicato della Fed potrebbero far aumentare notevolmente la volatilità. Apprezzamento dello Yen vs Euro salito ai massimi da 9 mesi. Il cross è sceso al di sotto di area 126 e sembrerebbe puntare verso i livelli di supporto 125 e 124,30. Il motivo è da ricercare negli acquisti di Yen dovuti all’aumento dell’avversione al rischio causato di timori di stretta monetaria da parte della Cina e conseguente possibile rallentamento della fase di recupero dell’economia globale. Dal punto di vista tecnico, la resistenza significativa si colloca a 128 e solamente una chiusura settimanale sopra tale livello potrebbe ripristinare un quadro tecnico che sembra piuttosto deteriorato al momento per il cross.

Materie Prime: giornata negativa per la maggior parte delle materie prime. In calo gli energetici guidati dal gas naturale (-4,2%). Negativo anche il greggio Wti (-0,7%). Contrastati i metalli industriali con il calo di rame (-1,1%) ed alluminio (-1%) ed i lievi rialzi di nichel e zinco (entrambi +0,2%). Tra i preziosi in ribasso l’argento (-1,7%), leggermente positivo l’oro (+0,2%). Negativi gli agricoli guidati dallo zucchero (-1,7%). Tra il bestiame forte calo dei suini (-2,8%).

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