FED: STA RASCHIANDO
IL FONDO DEL BARILE

24 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono tornati a scendere sulla scia del calo dei listini azionari a causa dell’incertezza legata al piano di salvataggio Usa. Il calo ha interessato soprattutto il tratto a breve termine della curva portando il differenziale 2-10 a 33 pb da 23.

Sul fronte macro, i dati preliminari di settembre dei Pmi servizi e manifatturiero per l’intera area sono risultati peggiori delle attese, mantenendosi sotto i 50 punti. Analogamente i dati tedeschi hanno registrato dati sotto i 50 mostrando come anche la prima economia dell’area stia subendo il rallentamento globale. La Bce continua a fornire liquidità. Ieri sono stati collocati 25 Mld$ a 28 giorni a fronte di una richiesta di 110,1 Mld$ e 40 Mld$ a un giorno contro una richiesta di 77,6 Mld$.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati sulla scia della fredda accoglienza riservata dal Senato al piano da 700Mld$. Bernanke ha detto esplicitamente che un ritardo nell’applicazione del piano porterà ad un aumento della disoccupazione, un maggior numero di pignoramenti ed una contrazione dell’intera economia. Con riferimento ai prezzi degli asset, il governatore ha suggerito che la vendita avvenga secondo il criterio “Hold to maturity” anziché l’attuale prezzo corrente di “fire sale”, più basso del precedente.

Ciò consentirebbe alle banche di aggiornare i valori di portafoglio degli asset su livelli più elevati. Il Senato non è che rifiuti del tutto il piano, ma ritiene che alcune modifiche siano necessarie poiché attualmente la libertà di manovra assegnata al Tesoro è troppo estesa. In primo luogo propone un limite agli stipendi dei top manager delle banche, ma Bernanke e Paulson si oppongono. In secondo luogo molti senatori chiedono che lo Stato possa entrare nel capitale delle banche che partecipano al piano, per compensare i contribuenti della loro assistenza.

Ma anche qui Bernanke e Paulson non sono d’accordo poiché ritengono che le banche non accetteranno a queste condizioni. I democratici richiedono inoltre anche un supporto per sostenere e rinviare i pignoramenti delle famiglie, mentre i repubblicani si oppongono. In queste condizioni è aumentata così l’incertezza circa la possibilità di un ritardo nell’applicazione del piano in attesa delle future contrattazioni, e così i mercati azionari Usa hanno chiuso in ribasso. Oggi è atteso il secondo intervento presso il comitato economico del Congresso.

Questa mattina la Fed ha annunciato un accordo di currency swap per 30Mld$ con le banche centrali di Svezia, Norvegia, Australia e Danimarca, per aumentare la liquidità nel sistema. Segnaliamo il prossimo aumento di capitale da parte di Goldman Sachs per almeno 7,5Mld$ grazie alla partecipazione del magnate W. Buffett e ad un’offerta pubblica. Buffett tramite Berkshire acquisterà 5Mld$ di azioni privilegiate perpetue.

Valute: ieri il Dollaro si è deprezzato vs Euro raggiungendo i minimi da circa 1 mese sulla scia della fredda accoglienza del senato Usa al piano del Tesoro. Successivamente si è assistito ad un recupero del Dollaro che per oggi trova i livelli di resistenza a 1,4870 ed 1,49. Il supporto si colloca a 1,4570.

Attenzione rivolta ai dati macro del settore immobiliare del pomeriggio ed al secondo intervento di Bernanke al Congresso. Nel corso della mattinata l’indice Ifo potrebbe essere il principale mover di mercato. Ieri si è assistito ad un deprezzamento dello Yen vs Euro sulla scia del movimento dell’Euro/Dollaro, con successivo recupero della valuta nipponica. Confermiamo il livello di resistenza più vicino in prossimità di 156,85. Il supporto per oggi si trova a 153,75 circa.

Materie Prime: il greggio Wti ieri ha chiuso in ribasso sulla scia del possibile ritardo nell’applicazione del piano del governo per la creazione del trust speciale. In sofferenza anche i metalli preziosi con l’oro che è ritornato sotto i 900$/oncia. Male anche i metalli industriali con rame (-3,8%) e zinco (-3,8%) in evidenza. Tra gli agricoli in controtendenza il grano (+1,7%) su possibili cali del raccolto in seguito al forte aumento del costo dei fertilizzanti. Migliore commodity dell’indice GSCI è stato il gas naturale (+3,6%) grazie al ritardo nella ripresa della produzione nel Golfo del Messico.

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