FED: SEMPRE PIU’ PROBABILE IPOTESI EMISSIONE BOND

26 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercati ieri sono rimasti pressoché stabili sul tratto decennale, mentre hanno registrato un lieve rialzo sul tratto a due anni della curva a fronte di un recupero dei listini azionari. In Uk l’asta sul Gilt a quarant’anni, per la prima volta negli ultimi sette anni, ha visto una domanda inferiore all’offerta generando un allargamento dello spread sul decennale Uk-Germania che ieri è arrivato a 30 pb, per poi scendere in mattinata a 17 pb. Ricordiamo che il piano di acquisto di titoli da parte della BoE è previsto solo per titoli dai 5 ai 25 anni.

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In Germania il tesoro ha annunciato il calendario delle emissioni per i prossimi mesi. È stato lasciato invariato l’ammontare previsto per il secondo trimestre a 96 Mld€, mentre nel terzo è stato portato a 84 Mld€ da 68 Mld€ con un aumento di 12 Mld€ dei titoli a breve e di 4 Mld€ di titoli a due anni. Inoltre è previsto l’emissione di 6-10 Mld€ di titoli indicizzati all’inflazione. Sul fronte macro, l’indice Ifo tedesco ancora una volta ha evidenziato una dicotomia tra la componente corrente che continua a scendere e quella prospettica che inizia a registrare miglioramenti. In particolare all’interno si è visto un peggioramento di tutti i settori ad eccezione delle costruzioni. Oggi i mercati resteranno in attesa dei dati su M3 e dei primi laenders tedeschi, oltre che dell’apertura del mercato Usa. Sul decennale la resistenza passa per 3,23%.

Negli Usa tassi di interesse in rialzo in seguito alla chiusura in positivo dei listini azionari. I dati macro di febbraio hanno evidenziato un recupero degli ordini di beni durevoli ed un aumento mensile delle nuove case. La Pianalto, membro non votante della Fed, ha dichiarato che il Pil Usa registrerà un ulteriore peggioramento nel corso del primo semestre per poi stabilizzarsi a fine anno con segnali di ripresa il prossimo anno. Sul mercato obbligazionario ieri è stato piuttosto deludente l’esito dell’asta sul Treasury quinquennale da 34Mld$. La Fed nel frattempo, sta prendendo in considerazione la possibilità di emissione di bond, come confermato ieri da Yellen, presidente della Fed di San Francisco.

Lo scopo sarebbe quello di avere uno strumento a disposizione per sterilizzare le forti immissioni di liquidità nel sistema conseguenti alle manovre di quantitative easing. Su questo fronte ieri vi è stata la prima tranche di acquisti di Treasury per 7,5Mld$ sul segmento 2016-2019. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sull’ennesimo piano presentato da Geithner sulla regolamentazione di alcuni intermediari finanziari come hedge fund e private equity. Nel frattempo vi sarà l’asta da 24Mld$ sul comparto a sette anni. Nel breve il comparto decennale potrebbe continuare ad oscillare nel range 2,5-3%.

Valute: Dollaro in marcato deprezzamento verso Euro dopo le parole di Geithner che avevano inizialmente lasciato intendere un’apertura verso l’ipotesi cinese di utilizzo di una “super valuta” per la detenzione delle riserve valutarie in sostituzione del Dollaro. Geithner in particolare si era detto favorevole ad un maggior utilizzo dei c.d. diritti speciali di prelievo del Fmi, una sorta di valuta di solo conto rappresentata da un basket formato da Dollaro, Euro, Yen e Sterlina. Successivamente Geithner ha chiarito i suoi commenti ribadendo l’interesse Usa a mantenere una politica del Dollaro forte. Nel breve la principale resistenza si colloca a 1,3650 a fronte del supporto a 1,3450. Il rialzo del listino azionario giapponese ha innescato il deprezzamento dello Yen verso Euro, con il cross che continua comunque a rimanere al di sotto della resistenza 134,50. Verso Dollaro la resistenza dinamica si colloca a 98,30 circa.

Materie prime: in calo il prezzo del greggio Wti penalizzato dalle scorte Usa salite a 356,6Mln barili, livello massimo dal luglio 1993. Andamento contrastato per i metalli industriali con il rialzo dello zinco (+1,8%) ed il calo del nichel (-1,5%). Positivi i preziosi con l’oro in rialzo dell’1,3%. Tra gli agricoli forte calo del grano (-5%) dopo che la pioggia e la neve ha aumentato le prospettive sul raccolto nella parte meridionale degli Usa.

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