Fed sempre più verso il QE3 (ovvero di nuova carta stampata)

22 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata dall’attesa per la riunione dei capi di stato e governo dell’intera area. L’accordo sta comportando questa mattina un marcato restringimento degli spread (quello decennale italiano si è spinto fino a circa 220pb), un incremento dei tassi tedeschi ed un recupero dei listini azionari e dell’euro.

La riunione si è conclusa dopo circa 8 ore con un accordo su un piano di finanziamento complessivo per la Grecia di circa 160 Mld€, pari a circa la metà del debito greco. Di questi 109 Mld€ sono a carico dei paesi dell’area Euro e del Fmi, la rimanente parte a carico di un intervento volontario delle banche.

Il contributo netto del settore bancario sarà di 37 Mld€ fino al 2014, che diventerà di 106 Mld€ fino al 2019. A questi si aggiungeranno 12,6 Mld€ di buyback dei titoli. Le partecipazione del settore finanziario avverrà su base volontaria sia attraverso scambio di titoli sia attraverso un buy back.

Lo swap sarà effettuato con quattro tipologie di titoli, tre saranno completamente collateralizzati da zero coupon con rating massimo e con scadenza a trent’anni ed uno sarà parzialmente collateralizzato e con scadenza a quindici anni. I paesi dell’area Euro finanzieranno il prestito attraverso il fondo Efsf (in futuro l’ESM) il cui campo di azione è stato notevolmente ampliato ricomprendendo anche la possibilità di : 1) finanziare la ricapitalizzazione di istituzioni finanziarie mediante prestiti ai singoli governi, anche nel caso in sui si tratti di paesi che non hanno chiesto un piano di aiuti; 2) acquistare titoli sul mercato secondario previa approvazione della Bce e dei paesi membri.

I prestiti dell’Efsf alla Grecia avranno una scadenza tra un minimo di 15 anni ad un massimo di 30 con un periodo di grazia di 10 anni ed un tasso di circa il 3,5% e comunque non inferiore al costo di finanziamento del fondo. L’allungamento delle scadenze e la riduzione del tasso saranno applicate anche a Portogallo ed Irlanda. Tale piano non esclude un selective default dei titoli greci (che potrebbe rientrare dopo un po’ di tempo).

Di fronte a questa eventualità Trichet ha dichiarato che la Bce continuerà ad accettare i titoli greci nelle operazioni di rifinanziamento dopo aver ottenuto l’impegno dei paesi dell’area a fornire garanzie fino a 35 Mld€.

Il piano presentato ieri contiene due elementi importanti: a) si riferisce a tutti i paesi dell’area; 2) contempla l’estensione dei poteri del fondo Efsf e del futuro ESM. I dettagli tecnici del piano saranno pubblicati oggi nel corso di una conferenza stampa della commissione europea. Nei prossimi mesi occorrerà poi il via libera dei singoli paesi sulla decisione di allargamento dei poteri del fondo Efsf.

Sul fronte macro segnaliamo l’indice Ifo tedesco di luglio che ha visto un calo della componente prospettica e corrente, anche se quella prospettica è risultata in linea con il consensus di Bloomberg.

Negli Usa la giornata di ieri si è chiusa con tassi di mercato in forte rialzo soprattutto sulla parte a lunga in un contesto di ottimismo tra gli operatori alla luce delle decisioni prese dai leader dell’Eurozona.

I principali listini azionari hanno infatti chiuso in rialzo spinti dal comparto finanziario. A supportare tale settore ha contribuito la trimestrale di Morgan Stanley (+11%), unica tra le banche Usa a riportare un incremento dei ricavi da trading.

Evans, membro votante della Fed, ha dichiarato che potrebbe supportare l’ipotesi di un terzo piano di acquisti di asset, nel caso in cui il terzo trimestre evidenziasse un debole andamento dell’economia. Evans si è dichiarato anche favorevole a esplicitare il periodo di tempo per il quale la Fed si impegna mantenere basso il tasso Fed Fund Target.

Valute: euro in marcato apprezzamento nella giornata di ieri dopo il raggiungimento di un accordo tra i leader dell’area Euro, con il cross che si è spinto fin sopra area 1,44. Nella seduta di oggi il cross potrebbe rimanere sui livelli attuali. Primo supporto in area 1,43. Resistenza a 1,4450/1,45. L’euro si è apprezzato anche nei confronti dello yen con il cross salito oltre la resistenza 113. Il livello successivo si colloca a 114.

Il cross dollaro/yen continua a restare in prossimità dei minimi dallo scorso marzo, con supporto in area 78-78,50.

Yuan cinese in apprezzamento verso dollaro sui massimi da 17 anni.

Materie Prime: lieve calo per l’indice GSCI ER (-0,14%) in un contesto di debolezza delle commodity. Ha fatto eccezione il petrolio che è salito a New York in prossimità dei 100$/barile dopo il dato manifatturiero Usa migliore delle attese e la decisione dell’Iea di non proseguire la politica di rilascio delle riserve strategiche per il momento. In calo invece il Brent del mare del nord (-0,5%).

Andamento negativo per gli altri indici settoriali. I peggiori sono stati i metalli preziosi, guidati dal ribasso dell’argento (-1,6%) e gli agricoli dove si è messo in evidenza il grano (-2,8%). Misti i metalli industriali.

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