Fed, investitori di bond danno battaglia, titoli “a lungo”: spacciati

28 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Che la bolla dei titoli di Stato a lungo termine sia finalmente scoppiata? Il rendimento del trentennale e’ salito sopra il 4% martedi’, per la prima volta da agosto. Il tasso del decennale e’ di poco sopra 2.7%. Si tratta in un incremento notevole dai minimi di 52 settimane del 2.33% che il benchmark del Tesoro ha toccato all’inizio del mese.

I prezzi dei bond e i tassi, si sa, si muovono con un rapporto inversamente proporzionale. Questo vuol dire che gli investitori di bond stanno vendendo ad ampie mani. In particolare se si guarda all’andamento dei titoli a breve, che non si sono spinti al rialzo con altrettanta intensita’ nelle ultime settimane. Con tutti che scommettono sulla messa in atto di una nuova tornata di misure di quantitative easing alla conclusione della due giorni di riunione di politica monetaria del 2-3 novembre, ci si dovrebbe aspettare che gli investitori non siano cosi’ propensi a liberare i propri portafogli di bond a lungo termine.

In teoria non dovrebbero dare battaglia alla Fed. Perche’ vendere oggi quando e’ probabile che la banca centrale comprera’ appena possibile i titoli, per mantenere i tassi guida bassi, non avendo piu’ altri strumenti a disposizione (i tassi di interesse sono fermi ai minimi storici in prossimita’ dello zero dal 16 dicembre 2008, ovvero 680 giorni, la seconda striscia piu’ lunga dal 1963)? Bill Gross prevede che i rendimenti dovrebbero salire dopo l’annuncio della Fed, perche’ la prossima tornata di mosse di allentamento monetario, battezzatta QE2 in inglese, dovrebbe provocare un’inflazione. Ecco che tutto torna. Se uno crede alla storia dell’inflazione, allora e’ ovvio che non comprera’ Treasury.

“Stampare migliaia di miliardi non e’ un’azione che avvantaggia l’obbligazionista: e’ infatti inflazionista”, ha scritto Gross che di mercato a reddito fisso se ne intende, essendo il gestore del maggiore fondo obbligazionario al mondo. “Questo significa che il mercato rialzista del trentennale e’ giunto al capolinea”. Si stima che allo scopo di tenere bassi i tassi di interesse, la Fed iniettera’ nel sistema piu’ di $500 miliardi (e forse persino piu’ del doppio di questa cifra, secondo le stime di Gross).