Fed: dati incoraggianti, ma e’ presto per dire di averla scampata

20 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri gli spread sono rimasti poco variati, così come il decennale tedesco è rimasto poco sopra il 2%.

Restano elevati i depositi presso la Bce. Ieri ammontavano a 765,2 Mld€ dai 758,7 Mld€ del giorno prima.

La Bce ha comunicato che la settimana scorsa non ha effettuato alcun acquisto di bond governativi dopo che la settimana precedente aveva acquistato 27 Mln€, oggi quindi drenerà 218 Mld€.

Ieri si è tenuta l’asta tra i principali operatori sul mercato dei Cds per decidere il valore di rimborso dei Cds greci. La quota di compensazione dei Cds greci è pari al 78,5% del valore nominale dei Cds in circolazione, ovvero 2,5 Mld€ circa.

La Banca centrale greca nel suo rapporto annuale ha precisato che lo scorso anno il deficit di bilancio si è attestato al 10,6% e che quest’anno il Pil scenderà del 4,5% ed il prossimo dello 0,5%.

In Grecia, Venizelos, nominato a capo del partito socialista si è dimesso da ministro delle finanze.

Il fondo Efsf ha effettuato un’emissione sindacata su un titolo a 20 anni con scadenza 30 marzo 2032 per 1,5 Mld€ a fronte di una domanda di 4,8 Mld€. Oggi l’Efsf emetterà titoli a 6 mesi per 2 Mld€.

Negli Usa la seduta di ieri si è conclusa nuovamente con il comparto treasury a lungo termine penalizzato (nona seduta consecutiva in calo) con il tasso decennale arrivato in prossimità del 2,40%, livello massimo dallo scorso ottobre.

Nel frattempo non si arresta la corsa al rialzo dei principali indici azionari guidati ancora dai titoli tecnologici e finanziari con i primi che hanno beneficiato del ritorno al dividendo, dopo 17 anni, di Apple. La società ha infatti annunciato che pagherà 2,65 dollari per azione ed allo stesso tempo ha lanciato un piano di buyback da 10 Mld$ che partirà il prossimo 30 settembre, ovvero con l’inizio dell’anno fiscale 2013. Il titolo ha chiuso con guadagni prossimi al 3% sopra i 600$ ad azione.

Sul fronte Fed, il presidente della Fed di New York, Dudley, membro molto vicino al governatore Bernanke, ha dichiarato che, nonostante gli ultimi dati macro siano stati incoraggianti, è ancora troppo presto per concludere che l’economia è fuori pericolo e su un percorso di crescita forte e sostenibile.

Riguardo al miglioramento visto sul fronte occupazionale, Dudley ha sottolineato che senza il calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro, il tasso di disoccupazione risulterebbe superiore al 10%.

Sull’impegno della Fed a mantenere i tassi fermi fino ad almeno il 2014, Dudley ha ribadito che la Fed può comunque agire prima o dopo quella data.

Il mercato, stando alle quotazioni dei future sui fed funds, negli ultimi giorni sembrerebbe prezzare un primo rialzo di 25 pb dei tassi già a partire da fine 2013.

Valute: scatto dell’euro nella giornata di ieri che è riuscito a portarsi sopra la resistenza di 1,32 e chiudere in area 1,325. Probabilmente per le forti ricoperture provenienti dagli Usa. Questa mattina il cross scende in area 1,32. La resistenza a questo punto la spostiamo a 1,33 e il supporto a 1,318/1,32.

Non si arresta il deprezzamento dello yen sia vs l’euro sia vs dollaro. Verso euro, anche ieri si è portato sopra area 110, importante resistenza di medio periodo. Questa mattina consolida sopra questa area. Contro dollaro il cross si sta avvicinando alla resistenza posta a 85.

Materie Prime: giornata positiva quella di ieri per i metalli industriali con il nichel che ha registrato il maggior guadagno del settore a +0,8%. Misti gli energetici tra cui si è evidenziato il rialzo del gas naturale (+1,07%) e del Wti (+0,96%), mentre è rimasto poco variato il Brent (-0,08%) ed è sceso il gasolio da riscaldamento (-0,63%).

Il calo maggiore è stato registrato dal grano (-2,94%) dietro la speculazione che le piogge potrebbero aumentare la produzione dal nord America. In calo anche mais (-1,4%) e soia (-0,55%) su attese di un miglioramento delle prospettive di raccolto. Il rialzo maggiore è stato invece registrato dal cotone (+1,8%) su aspettative di un’elevata domanda del cotone statunitense.

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