FAZIO, PROFETA DI RIFORME OPPURE ULTIMA SPIAGGIA?

9 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Stranissimo destino quello del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Quando c’era il governo Prodi non si fece amare dal centro-sinistra perché tutti avevano l’impressione che ostacolasse il lavoro di quel governo invece di facilitarlo. Tutti erano scandalizzati per il fatto che non si decideva mai a abbassare i tassi di interesse, cosa resa peraltro inevitabile dall’imminente ingresso nell’euro. E avevano maturato l’impressione che Fazio facesse una guerra sorda e di trincea contro Prodi. Poi, con l’arrivo del governo Berlusconi, Fazio sembrava aver trovato finalmente la pace. In più di un’occasione si era sprecato in complimenti e si era spinto fino a annunciare l’arrivo di una ripresa economica che non si è ancora vista oggi. Adesso, è di nuovo in guerra. Scoprire che cosa c’è dietro è abbastanza facile. Ci sono pezzi importanti della società italiana (dagli industriali alla pubblica amministrazione, dalle banche ai giro della finanza) convinti che questo governo abbia fatto poche riforme e che tiri un po’ a campare. E Fazio è diventato il loro profeta. O l’ultima spiaggia.

Il titolo in testa alle preferenze degli analisti di questi tempi è eBiscom, che comunque ha già fatto molta strada in Borsa. La società di Silvio Scaglia si è guadagnata i complimenti anche della stampa straniera e molti pensano che eBiscom sia una delle poche realtà che sono riuscite a superare la crisi della new economy e a trovare un modello di business sensato e redditizio. Insomma, applausi per Scaglia e Francesco Micheli, inventori a suo tempo di eBiscom.

Anche il titolo Fiat, però, ha i suoi fans. Nonostante il difficile momento attraversato dall’azienda torinese (fra crolli di mercato e aumenti di capitale) gli analisti di Rasbank confermano la loro indicazione secondo la quale il titolo Fiat è da comperare perché le cose andranno meglio. Il mercato sembra essere di altro avviso. Ma a Rasbank rimangono della loro opinione, peraltro spiegata in dettaglio con il fatto che, grazie all’uscita dei nuovi modelli, la Fiat dovrebbe presto recuperare parte del terreno perduto. Anche gli analisti di Centrosim non sono negativi su Fiat: consigliano però al governo di prolungare gli eco-incentivi per tutto il 2003. E questo al fine di sostenere ancora un po’ il mercato dell’auto, e quindi la Fiat.

Gli investitori americani cambiano rotta e cominciano a guardare alle azioni con rinnovato interesse? E’ quanto sostiene il nostro amico broker, nella paginetta del suo diario che qui riproduciamo: “Uscire da obbligazioni e mattone e puntare sulle azioni? Questo l’interrogativo sempre più ricorrente, negli ultimi tempi. Il denaro è di fronte a scelte non più rinviabili su quali itinerari seguire nella sua corsa. Da molto tempo si parla, soprattutto negli Stati Uniti di eccessive valutazioni di bonds e case, mentre il dibattito sulla ripresa economica insiste sui probabili scenari futuri, forse più per evitare di guardare realisticamente al presente, che per trarre utili ipotesi su ciò che avverrà. Nonostante una ripresa data ormai per certa da molti, il comportamento degli operatori sin qui è stato titubante di fronte all’ipotesi di tornare in massa alle azioni. L’incentivo pare dato dal fatto che le azioni salgono, piuttosto che da solidi elementi del quadro economico. Nonostante un clima comunque più sereno, la sensazione è che i capitali stiano dirigendosi verso i mercati azionari per mancanza d’alternative. Cosa si può fare di diverso, dopo anni di forte crescita dei prezzi delle case ed il mercato obbligazionario definito con la sempre più consueta espressione di “bolla”? C’è da sperare che il travaso avvenga in un’atmosfera serena e senza intoppi, garantita da numeri sempre più positivi sullo scenario economico, e probabilmente in tale prospettiva abbiamo visto, in diretta televisiva, il Ministro del Lavoro USA commentare l’ultimo pesante dato sull’occupazione e spiegare che, nonostante le apparenze, dietro quel numero poco rassicurante si cela in realtà il fatto che, spinti dalle aspettative di ripresa, molti lavoratori si siano recati al collocamento, gonfiando così il dato sui disoccupati. Negli ultimi anni la ricchezza americana ha potuto mantenersi inalterata grazie al mercato immobiliare ed al mercato obbligazionario, che hanno bilanciato le perdite della borsa. Il percorso contrario non è privo di rischi e probabilmente non sarà molto lineare”.

Copyright © la Repubblica per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved