Fastweb: società parte lesa su fatti contestati a Scaglia

23 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Per quanto fatti contestati a Fastweb che riguardano una presunta evasione Iva derivante da attività truffaldine di terzi che si sono avvalsi della rete di Fastweb e di altri operatori tlc italiani. La Società Fastweb si ritiene parte lesa. Lo si legge in un comunicato della stessa società. E’ stata emessa dall’Autorità Giudiziaria romana un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di ex dipendenti e manager di Fastweb: Silvio Scaglia, ex Amministratore Delegato del CDA di Fastweb Spa, e di Mario Rossetti, ex membro del Cda della società. La vicenda giudiziaria riguarda fatti accaduti anni fa (relativi ai periodi d’esercizio 2005-2006), già oggetto di contestazione agli allora indagati, e rispetto ai quali la società si ritiene estranea e parte lesa. I fatti contestati riguardano una presunta evasione Iva, relativa ad attività di alcuni gestori di servizi a pagamento che si sono avvalsi della rete di Fastweb e di altri operatori di telecomunicazioni italiani. Oggetto della contestazione è un credito Iva maturato su detti servizi nel periodo in questione, per un ammontare massimo di 38 milioni, (è stato disposto un sequestro preventivo di crediti tributari per detto ammontare corrispondente al credito IVA in questione). La Società desidera inoltre sottolineare che tale cifra risulta non significativa rispetto all’ammontare dei crediti Iva accumulati da Fastweb sin dalla fondazione. A fronte degli ingenti investimenti effettuati, Fastweb ha accumulato crediti Iva per oltre 800 milioni, che sono stati regolarmente analizzati e passati a rimborso dall’Agenzia delle Entrate. Fastweb precisa altresì che l’attività di vendita di servizio di interconnessione internazionale per il trasporto traffico è stata cessata da Fastweb dall’inizio del 2007 e che anche negli esercizi in cui è stata svolta è stata marginale rispetto ai volumi d’affari della società, avendo generato un contributo al margine operativo lordo azienda e di circa l’1% negli anni in questione. In relazione a tali accadimenti, la società aveva disposto audit, effettuate da consulenti esterni, che hanno concluso per la correttezza dell’operato della società. I fatti rilevanti sono stati peraltro estensivamente riportati nelle relazioni al bilancio e comunicati al mercato tramite appositi comunicati stampa. La Società comunica che risultano iscritti nel registro degli indagati l’attuale A.D. della società, Stefano Parisi e due dirigenti della società stessa. E’ stata inoltre avanzata nei confronti di Fastweb spa e Telecom Italia Sparkle spa una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività che sarà valutata dal giudice martedì 2 marzo e che l’azienda garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per Fastweb.