Fassina, onore a chi si dimette. E lui attacca: “Renzi come Berlusconi alla fine del governo Monti”

6 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Spero che le mie dimissioni servano a sciogliere il nodo politico” cioè “l’ambiguità di Renzi nei confronti del governo Letta”. La conferma che la battuta “Fassina Chi?” è stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso stracolmo, arriva nell’intervista di Stefano Fassina al Tg1. L’ex viceministro all’Economia rincara la dose sulle colonne del Corriere della Sera: “Il Pd di Renzi rischia di comportarsi come il Pdl di Berlusconi negli ultimi mesi del governo Monti”. Un parallelo per alludere all’atteggiamento di chi, secondo Fassina, scaricherebbe le decisioni impopolari sull’esecutivo, guardando al consenso in vista delle elezioni.

“Renzi parla con le battute io con i documenti”. Il viceministro dimissionario spiega, a poche ore dalla risposta pubblicata su Facebook dal segretario del Pd, le ragioni del suo disagio: “Da una parte c’era chi prendeva tutte le responsabilità di stare al governo e dall’altra invece chi faceva campagna elettorale sulla pelle del governo”. Fassina porta ad esempio la legge di stabilità: “Dalla segreteria di un partito che esprime il presidente del Consiglio mi aspetto che oltre alle legittime critiche vengano messe in rilievo anche le cose positive”.

Il segretario del Pd aveva commentato sul proprio profilo Facebook le dimissioni di Fassina: “Se il viceministro all’Economia si dimette per una battuta, mi dispiace per lui. Se si dimette per motivi politici, grande rispetto: ce li spiegherà lui nel dettaglio alla direzione Pd già convocata per il prossimo 16 gennaio raccontandoci cosa pensa del governo, cosa pensa di aver fatto, dove pensa di aver fallito. Lo ascolteremo tutti insieme con grande attenzione, così fa un partito serio. Quanto a me, non cambierò il tono dei miei incontri con la stampa. Non diventerò un grigio burocrate”.