Fase due: 1 italiano su 2 non tornerà al ristorante

20 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

La Fase 2 dell’emergenza coronavirus si è aperta ufficialmente il 18 maggio con la riapertura delle attività commerciali tra cui bar e ristoranti. Ma gli italiani non sono ancora pronti a tornare a pranzare e cenare fuori casa come rivela l’indagine realizzata per Facile.it da mUp research e Norstat secondo cui su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta, più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro.

Ristoranti ancora off limits per gli italiani

Il 22% è ancora indeciso e il 10,3% continuerà ad utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Insomma, sembra che solo il 13,3% degli italiani tornerà subito a mangiare fuori. Il dato più preoccupante che emerge dall’indagine è che pare che il ritardo nel ritorno al  ristorante sarà per molto tempo.

Alla domanda “Con quale frequenza, rispetto a prima dell’emergenza coronavirus, crede che andrà a pranzo o a cena in un ristorante, una pizzeria o un pub da qui alla fine del 2020?” solo il 21,6% degli intervistati ha dichiarato che ci andrà con la stessa frequenza di prima; il 60,4%, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha invece ammesso che ci andrà meno spesso di prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio. A cambiare maggiormente abitudini sembra saranno i più anziani, nella fascia di età compresa fra i 65 ed i 74, che hanno dichiarato che andranno al ristorante/pizzeria meno di quanto facessero prima dell’emergenza.

Le difficoltà dei ristoratori

Dal lato dei ristoratori, nonostante le oggettive difficoltà, gli esercenti stanno facendo di tutto per ripartire e hanno già messo in atto moltissime, e sovente costosissime, azioni per adeguarsi alle direttive nazionali.
Tra le più comuni, l’86% dei rispondenti ha detto di aver dotato il proprio personale dei necessari dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2 e guanti monouso), l’81% ha riorganizzato gli spazi interni del locale, il 72% ha dovuto procedere a modifiche della capacità ricettiva, il 71% ha dotato il proprio ristorante di dispenser automatici per l’erogazione di gel disinfettante.

Pochi, per ora, coloro che hanno optato per l’installazione di separatori in plexiglass (24%). Ma nonostante tutti questi sforzi, la situazione rimane comunque molto preoccupante e il 22% degli esercenti intervistati pensa di non riuscire o comunque non è certo di riuscire, nel proprio locale, a rispettare le distanze malgrado le misure adottate.
Da ciò ne deriva che nella prima settimana di riaperture solleveranno nuovamente la saracinesca solo il 58% degli intervistati; il 10% lo farà fra qualche settimana, il 25% ha rimandato la riapertura a data da stabilirsi e, ahinoi, il 7% pensa che non riaprirà mai più.