Fase 2: il 30% di bar e ristoranti in Italia a rischio chiusura

18 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

Oggi, lunedì 18 maggio, la tanto attesa apertura delle attività commerciali dopo oltre due mesi di lockdown imposto dall’emergenza sanitaria ma il 30% di bar e ristoranti in Italia sono a rischio chiusura.

Lo rivela uno studio di Bain & Company che ha analizzato i dati di 40mila punti vendita per analizzare non solo il costo già sostenuto ma, soprattutto, per capire le implicazioni che le scelte attualmente in discussione avranno sul futuro di breve e di medio periodo dei circa 320mila bar e ristoranti già messi a dura prova dal periodo di lockdown. La chiusura di bar e ristoranti nel periodo marzo-metà maggio ha già causato perdite di fatturato per circa 14 miliardi di euro, 1,6 miliardi di euro in minori entrate fiscali e messo a rischio circa 230 mila posti di lavoro. Come sarà il futuro?

Gli impatti delle misure restrittive su bar e ristoranti

La misura più dibattuta in merito alla riapertura è stata quella della distanza minima tra persone e dei m2 per coperto, con due opzioni: A che prevede la distanza interpersonale minima di 1 metro e 1,5 metri quadri minimi per coperto e B con la distanza interpersonale minima di 2 metri e 4 metri quadri minimi per coperto.

Lo studio di Bain si è focalizzato sull’analizzare e quantificare gli impatti economici delle due opzioni. L’applicazione delle misure più restrittive (i quattro metri quadri per persona) rispetto a misure comunque restrittive rispetto ad una ipotetica situazione normale pre-Covid (1,5 metri quadrati per persona e limiti non necessari per esempio per persone di uno stesso nucleo famigliare) comporta in due settimane quasi 600 milioni di euro di fatturato e consumi persi, quasi 70 €M di minori entrate fiscali e circa 2,7 K posti di lavoro a rischio.
La differenza su base annuale (da metà maggio a fine dicembre) tra le due opzioni è che l’opzione B (più restrittiva) comporterebbe minore fatturato per il settore di circa 8 miliardi di euro, circa 1,0 miliardi di euro di minori entrate fiscali e 45 mila posti di lavoro a rischio in più.

L’impatto totale a fine anno, considerando gli effetti duraturi del lockdown ed includendo le aziende che potrebbero non sopravvivere alla crisi, sarebbe di –40%/-50% di fatturato per il comparto di bar e ristorazione, ovvero circa 2 punti di PIL persi con circa 250-300 mila posti di lavoro a rischio, ovvero con quasi 100 mila bar o ristoranti in pericolo. Questo si tradurrebbe anche in minori entrate fiscali fino a 5,0 miliardi di euro, l’equivalente di circa il 15% della manovra di bilancio 2020.