Fari su Usa ma anche sulla Cina: cosa accade al paese del dragone?

11 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato ieri sono calati sul tratto breve e leggermente saliti sul tratto lungo in un contesto di ribasso delle borse, in particolare dopo l’apertura negativa di Wall Street in seguito ai deludenti dati macro arrivati dalla produttività non agricola nel secondo trimestre.

In aumento tutti gli spread sui titoli dei principali paesi periferici vs Germania sul tratto decennale. Questa mattina nuovo massimo storico del Bund oltre 130,50. Partenza al ribasso delle borse europee. Contestualmente si è registrato un nuovo minimo del tasso di mercato decennale al 2,47%.

Sul fronte macro oggi non sono presenti dati macro di rilievo in area Euro. Sul fronte aste previsto il collocamento fino a 7Mld€ del 2 anni tedesco. Negli Usa tassi di mercato in calo dopo la decisione della Fed, in particolare sulla parte più lunga della curva con il tasso decennale calato ai minimi da 18 mesi sotto il 2,75%. Lo spread 2-10 anni è sceso a 223pb da 230.

L’evento del giorno è stato il comunicato del Fomc, nel quale la banca centrale ha annunciato una ripresa degli acquisti di Treasury per scongiurare un pericolo recessione. La Fed ha rivisto al ribasso il proprio giudizio sull’economia notando un rallentamento negli ultimi mesi della fase di recupero della produzione e dell’occupazione. Inoltre il trend dell’inflazione è al ribasso negli ultimi trimestri. Ha ribadito che i tassi Fed Fund saranno mantenuti ad un livello eccezionalmente basso per un esteso periodo di tempo.

Ancora una volta Hoenig si è opposto a tale decisione affermando che l’economia sta recuperando modestamente come da proiezioni pertanto tale impegno limita in futuro la possibilità di aggiustare la politica monetaria nel momento in cui sarà necessario. Il passaggio più importante del comunicato è quello nel quale la banca centrale afferma che utilizzerà i ricavi ottenuti sul debito delle agenzie e degli mbs detenuti in portafoglio (solo da queste tipologie di asset) per acquistare Treasury sul tratto da 2 a 10 anni. Gli acquisti dovrebbero iniziare il 17 agosto.

Viene pertanto abbandonato il piano di riduzione degli asset in portafoglio decidendo di mantenere costante il valore delle obbligazioni detenute nel SOMA (System Open Market Account). Al 4 agosto tale livello si attestava in prossimità di 2050 Mld$ e tale ammontare diventa perciò il nuovo target di asset da detenere. Ft segnala che l’ammontare annuo degli acquisti dovrebbe essere superiore ai 150 Mld$.

Ricordiamo che la Fed ha terminato a fine ottobre 2009 il precedente piano di acquisto di Treasury da 300Mld$ deciso nel marzo dello stesso anno. Dopo il comunicato si è assistito ad un calo dei tassi di mercato e contestuale recupero delle borse che hanno limitato le perdite intorno al mezzo punto percentuale.

Durante la notte sono giunti segnali di ulteriore rallentamento dalla Cina con le vendite al dettaglio e la produzione industriale di luglio che hanno evidenziato una crescita minore rispetto giugno. In aumento invece l’inflazione. In calo le borse asiatiche ad eccezione di quella cinese.

Valute: prosegue l’apprezzamento del dollaro verso euro nonostante un veloce deprezzamento subito dopo il comunicato del FOMC che aveva riportato le quotazioni oltre 1,32. Per oggi un livello di supporto molto importante si colloca a 1,2980, mentre la resistenza da monitorare è costituita da area 1,3230-1,3150.

Acquisti sullo yen sia vs euro sia verso dollaro. Verso dollaro il cross si è riportato in prossimità dell’importante supporto posto a 84,80-85, al di sotto del quale aumenterebbe il nervosismo delle autorità nipponiche, già turbate dagli attuali livelli del cambio. Verso euro il cross è calato ai minimi dal 22 luglio, scendendo sotto il supporto 112, oggi nuova resistenza. Supporti successivi a 111 e 110. Ancora in deprezzamento lo yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: giornata negativa per le commodity tranne poche eccezioni tra cui lo zucchero (+4,7%) su timori di danni alla produzione in Russia. Negative le principali commodity: grano (-2,4%), rame (-1,7%), greggio Wti (-1,5%), oro (-0,4%).

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